
Vendicare
Autore
R.L. Burchett
Letto da
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Capitoli
25
Il giorno del suo diciottesimo compleanno, Ciana viene tradita dal suo compagno e perde la famiglia e il branco. Consumata dal dolore e dalla vendetta, giura di punire coloro che le hanno portato via gli affetti più cari.
Ma un’imprevista occasione per una seconda possibilità d’amore mette alla prova la sua determinazione. Ciana lascerà che il desiderio di vendetta la divori, o saprà abbracciare questo nuovo cammino e trovare la guarigione?
Capitolo 1
CIANA
Mi svegliai al dolce richiamo di mia madre dalla cucina.
«Arrivo, mamma», risposi con voce assonnata, stropicciandomi gli occhi.
Mi alzai e mi vestii, dando un'occhiata allo specchio. Il vestitino lilla che avevo scelto per il mio diciottesimo compleanno mi cadeva a pennello, arrivando appena sopra le ginocchia. Semplice ma grazioso, proprio come me.
Tolsi i bigodini che mi ero messa la sera prima. Spazzolai i miei ricci con un pettine largo, donandogli volume e vitalità. I miei lunghi capelli biondo chiaro arrivavano fino ai fianchi. Raccolsi alcune ciocche intrecciandole in un bel disegno.
Mi misi un filo di mascara intorno agli occhi azzurri e un velo di rossetto rosa chiaro. Mi sentivo pronta ad affrontare la giornata. Infilai un paio di comode ballerine nere e scesi in cucina.
Ero al settimo cielo. Finalmente avrei potuto trasformarmi in lupo a piacimento. Una volta padroneggiata questa abilità, avrei potuto iniziare la ricerca del mio compagno.
Mio padre mi accolse con un sorriso e un bacio sulla guancia quando entrai in sala da pranzo.
«Tanti auguri, tesoro», disse.
«Grazie, papà», risposi sorridendo.
«Come sta la mia principessa?» chiese scherzosamente.
«Papà, ho diciott'anni adesso», dissi fingendomi infastidita.
«Sarai sempre la mia principessa», replicò mentre mia madre entrava con una montagna di cibo per colazione.
«Buongiorno e buon compleanno, amore», disse posando il cibo sul tavolo.
Era un vero banchetto. C'erano waffle fatti in casa con sciroppo, biscotti con salsa, uova strapazzate con formaggio filante e pancetta croccante. Ce n'era abbastanza da sfamare un reggimento.
«Perché tutto questo ben di Dio, mamma?» chiesi, già riempiendo il piatto di ogni leccornia.
«Non voglio che i miei due tesori restino a pancia vuota», disse con dolcezza, scoccando un rapido bacio a mio padre.
Provai una punta di gelosia osservandoli. Speravo che un giorno avrei avuto anch'io un rapporto così con il mio compagno.
Crescendo, ho sempre ammirato la storia d'amore dei miei genitori, sognando di viverne una simile. Erano sempre sorridenti e allegri, con occhi solo l'uno per l'altra. Il loro amore traspariva da ogni sguardo e gesto.
Non li ho mai visti litigare, tranne una volta quando avevo quattordici anni. Discutevano se dovessi andare o meno al mio primo appuntamento.
Alla fine la spuntò mia madre e ci andai. Ma ripensandoci, mio padre aveva ragione. Fu un disastro e decisi di aspettare il mio vero compagno.
«Cosa hai in programma oggi, cara?» chiese mia madre mentre facevamo colazione.
«Jackson dovrebbe arrivare a momenti. Andremo al centro commerciale a fare shopping, poi torneremo qui a guardare film per il mio compleanno», risposi allegra.
«E Charlotte?» domandò lei.
«Oggi ha l'allenamento con suo padre, e mi pare abbia detto che la sua famiglia sarebbe andata fuori città per qualche giorno», spiegai.
Charlotte era una delle mie migliori amiche. Un tempo eravamo inseparabili, ma ultimamente si era dedicata di più all'allenamento passando meno tempo con me. Capivo quanto fosse importante per lei diventare una guerriera e non volevo disturbarla, ma mi mancava la mia amica.
«Si perderà l'arrivo dei capi branco in visita», disse mio padre orgoglioso. «Ho sentito che verrà persino il re alfa per incontrare la nostra principessa».
«Papà», dissi infastidita.
Mio padre, l'alfa del Branco Primrose, sperava che trovassi il mio compagno e aveva organizzato la visita dei figli di altri alfa branco. Voleva anche mantenere buoni rapporti con loro. Sosteneva che probabilmente avrei finito per legarmi a un alfa o a un altro membro importante.
Ma per me, la loro posizione nel branco non contava. Se fossero stati il mio compagno, la Dea della Luna ci avrebbe destinati a stare insieme, e mi fidavo del suo disegno.
«Voglio solo il meglio per te, Ciana», disse con un sorriso affettuoso.
«Papà, lo so», dissi, intuendo che stava per ricominciare con la solita tiritera sull'accoppiamento dei lupi mannari.
«Come lupi mannari», iniziò, «il nostro bisogno primario è reclamare i nostri compagni...»
«Lo so, papà. Ma per favore fidati quando dico che chiunque sia il mio compagno, voglio che prendiamo le cose con calma e ci conosciamo prima», lo interruppi con un sospiro, ripetendo le parole che avevo sentito mille volte. «Voglio quello che avete tu e la mamma».
Sorrise e annuì. Un improvviso bussare alla porta ci fece sobbalzare tutti.
«Vado io», disse mio padre mentre mia madre ed io sparecchiavamo insieme.
Fantasticavo su chi potesse essere il mio futuro compagno mentre aiutavo mia madre a lavare i piatti. E se fosse stato un alfa? Magari un valoroso guerriero. O addirittura un membro del Branco Reale, persino il re alfa in persona?
«Ehi, CIANA!» urlò qualcuno, interrompendo i miei pensieri.
«Cosa?» dissi, sobbalzando e girandomi per vedere uno dei miei migliori amici, Jackson.
«Eri persa nei tuoi pensieri. Non dovevamo andare al centro commerciale?» disse, alzando un sopracciglio.
«Oh, giusto! Andiamo, Jackson! È ora di fare shopping!» esclamai felice.
«SI VA A FARE SHOPPING!» urlò entusiasta.










































