
Terra Inesplorata
2: Gli Umani
DEREK
«Ragazzi... non qui,» dico al mio gemello e alla sua compagna.
Levi ed io stavamo facendo il punto della situazione con Colton, il mio migliore amico e gamma più fidato, quando Stella è entrata come una furia e si è accomodata sulle ginocchia di Levi. Sono fin troppo appiccicosi quando stanno insieme, e mi dà sui nervi vederli così felici.
«Geloso, fratello?» dice Levi, stampando un altro bacio a Stella. Lei emette un versetto e si agita parecchio sulle ginocchia di Levi.
Colton borbotta qualcosa e se la svigna dall'ufficio. Ha perso la sua compagna tre anni fa. Per un anno, è praticamente vissuto attaccato al mio fianco. Combinava guai, litigava con tutti e alzava troppo il gomito.
Molti lupi mannari perdono la bussola quando perdono la loro compagna, ma non volevo perdere il mio migliore amico. Così Levi ed io abbiamo fatto l'impossibile per aiutarlo, e in qualche modo ha funzionato.
Mi alzo per seguire Colton, dicendo: «Non sfasciatemi di nuovo la scrivania, Levi. E date una pulita quando avete finito.»
Sono contento che mio fratello abbia trovato la sua compagna. Stella è una bella lupa dai capelli rosso fuoco e gli occhi verdi. Ha un caratterino che rispecchia il colore dei suoi capelli.
Non invidio mio fratello quando Stella si scatena, però. Quella donna fa paura quando le girano.
Ma sono una bella coppia beta, e Stella è gentile e sa trattare con le persone. Finché non avremo una luna, farà un ottimo lavoro in quel ruolo.
Raggiungo Colton e chiedo: «Ti va di assaggiare qualcosa cucinato da zia Mira?»
Colton annuisce e accenna un sorriso. Se c'è qualcuno che va matto per il cibo di mia zia Mira, quello è Colton. Ci incamminiamo verso la mensa e incrociamo Wren e Marcus.
«Alfa!» dice Wren chinando il capo in segno di rispetto.
«Parla, Gamma Wren,» dico secco.
Non mi va molto a genio Wren. È troppo pieno di sé. Ma è un buon gamma, e lui e Colton fanno un buon lavoro insieme per proteggere e addestrare il branco.
«Marcus, Mariah ed io stavamo pattugliando il confine sud quando abbiamo sentito delle urla. Siamo accorsi e abbiamo trovato due donne inseguite da lupi ribelli.»
Aggrotto la fronte verso Marcus, e lui annuisce.
«Maledetti lupi ribelli,» dico tra i denti.
«Le donne sono... umane. Hanno spruzzato qualcosa su Mariah che l'ha fatta andare in confusione.
«Il dottore ha dato loro un sedativo, e le abbiamo messe nelle celle.» Wren alza le spalle e incrocia le braccia, con aria di chi la sa lunga.
Guardo Colton, e lui sembra spiazzato quanto me.
«Umane? Come diavolo sono finite qui?»
«Ce lo siamo chiesti anche noi, ma non siamo ancora riusciti a interrogarle,» dice Marcus.
«Il sedativo che ho dato loro in realtà è per licantropi. È troppo potente per gli umani,» dice con aria colpevole.
Annuisco, pensieroso. Come possono degli umani essere capitati qui? Il nostro branco è isolato come un'isola in mezzo al mare.
Abbiamo dei modi per sbucare ogni tanto nelle zone abitate, ma dipende molto dal tempo che fa.
«Da quanto sono nelle celle?» chiedo a Wren.
Lui abbassa un po' lo sguardo. «Da ieri sera.»
«Dormono da ieri sera? E sono state nelle celle fredde per un giorno intero?» dice Colton arrabbiato.
«Non sappiamo se sono pericolose, Colton. E se fossero cacciatrici? E se fossero venute qui per spifferare la nostra esistenza?» ringhia Wren.
Colton lo fulmina con lo sguardo, chiaramente infastidito dalla sua insolenza.
«Le ho tenute d'occhio, Alfa. Erano entrambe in buona salute quando sono arrivate,» dice Marcus. Posso vedere che come medico sta avendo difficoltà con la situazione.
Le celle sono fredde e umide. Sono scomode anche per i lupi mannari. Ma gli umani potrebbero soffrire parecchio il freddo se restassero lì troppo a lungo.
Ma Wren ha ragione su una cosa. Non sappiamo nulla di queste donne.
«Sono incazzato che non me l'abbiate detto prima. Come Alfa, voglio sapere tutto, specialmente quando catturate qualcuno che potrebbe essere una minaccia per il branco. Chiaro?»
Marcus e Wren sembrano terrorizzati e annuiscono.
«Colton ed io andremo prima a mettere qualcosa sotto i denti. Abbiamo avuto un sacco di riunioni questa mattina e abbiamo una fame da lupi. Poi andrò a visitarle nelle celle. Vorrei che venissi con me, Dottore.»
Marcus annuisce e dice: «Sì, Alfa.» Do una pacca sulla spalla a Colton e ci dirigiamo verso la mensa.
«Eccovi finalmente! Il mio stufato di manzo non è ancora andato a male,» dice mia zia Mira guardandoci con aria di rimprovero.
«Ci dispiace, Mira. Avevamo un mucchio di riunioni,» dico baciandole la guancia.
Mi dà un colpetto sul petto e poi abbraccia Colton. «Siete uomini così impegnati. Ma d'ora in poi venite a mangiare prima.» Colpisce il petto di Colton con il suo grande mestolo.
«Sì signora,» dice Colton, inchinandosi leggermente. Vedo gli angoli della sua bocca sollevarsi.
«Oh voi,» dice Mira, e se ne va ridacchiando.
Colton ed io prendiamo il nostro cibo preferito e ci sediamo al nostro solito tavolo.
«È passato un po' di tempo dall'ultima volta che ti ho visto sorridere, Colt,» dico, mangiando come un lupo affamato.
Colton grugnisce e alza gli occhi al cielo ma continua a mangiare in silenzio. «Cosa ne pensi delle donne nelle celle?» chiede.
So che sta cercando di cambiare discorso. Non gli piace parlare di sentimenti e delle cose che una volta faceva spesso, come ridere.
Sono l'unico con cui si confida ancora. Sono felice di poter essere presente per lui, ma mi manca il vecchio Colton.
«Sono incazzato nero che pensi di non dovermi riferire cose del genere,» dico arrabbiato mentre sposto il cibo nel piatto. «Sono il suo fottuto Alfa!
«Avrebbe dovuto almeno dirlo a Levi, se ha paura di venire da me.» Spingo via il piatto.
«Ultimamente sei di umore nero, D. Non lo biasimo se ti sta alla larga,» dice Colton, e gli angoli della sua bocca si muovono leggermente.
«Dici sul serio? Proprio tu mi dici questo?»
Ride sommessamente.
Scuoto la testa. «Tornando alla tua domanda. È strano che degli umani siano arrivati ai nostri confini. Devono essersi perse davvero se non sapevano della nostra presenza.
«Quindi non sono sicuro. E farò tutto il possibile per farle cantare sul motivo per cui sono qui.»
Vedo un sorriso sul volto di Colton. Lui ed io lavoriamo bene insieme quando si tratta di... far parlare la gente, se capisci cosa intendo.
«Andiamo, amico.» Gli do una forte pacca sulla spalla.
Lui grugnisce, e camminiamo insieme verso le celle.
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