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Allucinata

Sporchi segreti

DAN

Dan
Cosa stai facendo, piccola?
Ramona
Mi sto riposando un po'.
Ramona
Con Marvin 🐱
Dan
Non farmi ingelosire.
Dan
Sei a letto?
Ramona
Ramona
Geloso del mio gatto? 😋
Dan
Lui riesce a coccolarti e io sono qui a cenare con la mia famiglia.
Ramona
Che ragazzaccio.
Ramona
Messaggiare a cena.
Ramona
Vai a stare con la tua famiglia.
Ramona
E vieni a prendermi più tardi.
Ramona
😘
Dan
Sì, tesoro. Perfetto.
Dan
Ma prima dimmi cosa indossi.
Ramona
Niente ❤️
Dan
Dannazione.
Dan
Rimani così.
"Papà!"
Dan alzò lo sguardo dal cellulare, che aveva nascosto sotto il tavolo. Jacob lo stava fissando.
"Perché il tuo telefono non è nella ciotola blu?" Gli chiese il figlio.
Dato che Dan sedeva all'estremità opposta del tavolo rispetto alla moglie, era abbastanza facile nascondere tutti quei messaggini.
Inoltre, poiché Dan copriva tutti i suoi figli quando li vedeva infrangere la stupida regola di Karen, si aspettava che loro facessero lo stesso. Invece suo figlio era proprio uno stronzetto...
"Scusate", borbottò Dan, infilando il telefono nella tasca posteriore ed evitando lo sguardo della moglie. "Erano solo i ragazzi del lavoro".
"Ottime le lasagne, Jacob", commentò Libby, prendendone una seconda porzione nel piatto.
"Vacci piano, tigre", la rimproverò Dan. La ragazzina stava diventando paffutella.
Quando Dan era giovane, le ragazze tenevano alla loro linea.
Guardò Rosie mentre tornava a sedersi al tavolo. Lei sì che era una vera bellezza. La figlia maggiore mangiava sempre sano e aveva un occhio di riguardo per la propria figura.
Era come se Libby volesse diventare più grossa.
Dan sospirò mentre tagliava le lasagne. Gestire una famiglia non era facile.
La recente malattia di Melinda aveva gettato un'ombra su tutti i Johnson. Il suo comportamento era strano e spaventoso. Non era un argomento di cui Dan parlasse con i colleghi di lavoro.
Tuttavia, non poteva fare a meno di chiedersi se la parte peggiore non fosse l'effetto che aveva avuto su Karen.
Sua moglie non era una donna forte. Lo sapeva da quando si erano conosciuti.
Quando avevano iniziato a frequentarsi, Dan si era divertito a mettere a proprio agio quella donna fragile portandola in giro con il grande camion da lavoro o tenendola per mano tra la folla.
Ma dopo che ebbero dei figli, Karen divenne sempre più ansiosa riguardo come proteggere i loro piccoli dal mondo e nonostante gli sforzi, Dan non era più in grado di alleviare la mente di Karen.
Quando a Melinda fu diagnosticata la schizofrenia, Dan aveva visto la moglie cadere più in basso che mai.
Ma dopo alcuni giorni di depressione, lei lo aveva sorpreso con la sua capacità di recupero. Era uscita dalla loro camera da letto buia come un pipistrello dall'inferno, volando dritta verso il negozio Pottery Barn.
Certamente un nuovo set di piatti avrebbe migliorato tutto.
Dan l'aveva lasciata alla sua fantasia. Gli piaceva vivere in una bella casa. Avere begli oggetti. In effetti, era stata la casa a farli incontrare.
Karen era un'agente immobiliare e Dan possedeva un'impresa di costruzioni. Lei lo aveva incaricato di ristrutturare quella bellissima vecchia casa vittoriana e durante il corso dei lavori si erano innamorati.
Dan comprò la casa, chiese a Karen di sposarlo e il resto era ormai storia.
Sembrava passata una vita. Anche se la coppia continuava a mantenere la casa, Dan aveva meno energia per il matrimonio.
Almeno i bambini sapevano che la loro madre si preoccupava per loro. Era più di quanto Dan potesse dire della propria, di infanzia.
"Com'è andato l'appuntamento di Melinda?" Chiese Dan. Per la prima volta durante il pasto, guardò direttamente la moglie.
Anche se Karen desiderava una forte bolla di protezione intorno alla loro famiglia, a volte Dan non poteva fare a meno di aprirvi dei piccoli buchi.
"Oh, benissimo, caro", rispose lei con un sorriso a labbra strette. "Il dottor Mulligan ha prescritto a Melinda un dosaggio più alto e una volta che si sarà adattata, si sentirà molto meglio".
L'allegro ottimismo di Karen gli risultò un po' patetico..
Questa è una donna che non sa affrontare la realtà, pensò tra sé. Questa è una donna troppo debole per il mondo.
"Allora, cosa succede durante il periodo di adattamento?" Chiese Dan con noncuranza. Solo i suoi figli lo conoscevano abbastanza bene da notare la critica nel tono.
"Beh", iniziò Karen, sorseggiando il vino. I ragazzi guardarono i loro piatti. "Sarà stanca per una settimana o due, un po' stordita..."
"Non sembra che ciò la aiuterà a migliorare i voti", commentò Dan con cipiglio.
Karen sospirò, il bicchiere di vino tintinnò quando lo poggiò sul tavolo con un po' troppa veemenza.
"Tesoro, alcune cose sono più importanti dei voti. Come la salute di nostra figlia. Il suo benessere."
"Darle altre maledette pillole non risolverà tutto, Karen".
Dan scosse la testa. Se un medico avesse detto a sua moglie di smettere di mangiare, sarebbe morta di fame. Era ciecamente fedele all'autorità, come lo era stata per tutta la vita.
"Beh, forse se la portassi tu dal dottore, potresti dirgli il modo in cui tu faresti le cose, Dan".
Karen bevve di nuovo un sorso di vino con un sorriso presuntuoso.
"Forse lo farei, se pensassi che mi lasceresti mai dire anche solo una parola", la sfidò Dan.
"Ehi, possiamo evitare?" Chiese Libby. Aveva finito il secondo pezzo di lasagna.
"Almeno aspettate finché non pensate che stiamo dormendo", aggiunse Jacob, sbattendo indietro la sedia mentre si alzava dal tavolo.
A quel punto, anche Rosie si alzò.
"Ragazzi, vi ho forse congedati dal tavolo?" Chiese Dan.
La minaccia era vuota, perché sapeva che era troppo tardi per insegnare ai figli lezioni banali come quelle sulla disciplina e il rispetto.
Mentre il resto della famiglia si alzava intorno a lui, Dan finì la sua lattina di birra.
Quando andò a prenderne un'altra, non era più così preoccupato per la sua famiglia. Stava pensando a Ramona.

JACOB

Jacob portò la spazzatura della cucina fuori, al bidone alla fine del vialetto.
Era una bella serata di primavera, il che lo fece sentire un po' meglio.
Le cene con la sua stupida famiglia lo facevano sempre agitare. Desiderava avere persone più meritevoli per le quali cucinare.
Gettò il sacchetto di plastica nel bidone della spazzatura e si sedette su una roccia lungo la strada.
Prese un pacchetto di Marlboro dalla tasca e ne accese una. Non era maggiorenne, ma il tizio della stazione Shell non gli aveva chiesto il documento.
Jacob guardò di nuovo l'enorme casa gialla di famiglia. Era perfetta, proprio come il prato curato in maniera impeccabile.
Che buffonata del cazzo, pensò Jacob tra sé e sé.
Anche prima che Melinda impazzisse, la loro famiglia era tutt'altro che perfetta. Il padre era fuori controllo e la madre era quasi al pari della sorella.
Per certi versi, non era una sorpresa che Melinda avesse perso la testa. Era sempre stata in cerca di attenzioni. Era la figlia più piccola e si sentiva come se tutti le dovessero qualcosa.
Jacob soffiò una nuvola di fumo verso la notte che stava arrivando.
Stava guardando il sole che tramontava sugli alberi quando una figura uscì dal bosco. Era un ragazzo alto e allampanato con una folta chioma di capelli rossi. A Jacob sembrò che indossasse un lungo camice bianco.
Si mosse velocemente, come se non volesse essere visto, affrettandosi verso una casa alla fine del vicolo cieco.
Jacob sapeva che lì viveva un ragazzo che studiava a casa, ma non lo vedeva da anni.
Prima di infilarsi sul retro, il ragazzo dai capelli rossi si voltò, come se percepisse che qualcuno lo stesse osservando.
Jacob alzò la sigaretta in segno di saluto, ma il ragazzo non ricambiò il gesto. Corse intorno alla casa, scomparendo in un lampo di bianco.

DAN

Dan aveva sempre prestato particolare attenzione alla doccia prima di un appuntamento con una donna. Gli sembrava quasi un rituale.
Dopo aver usato il bagnoschiuma con la spugna di Karen, si asciugò e si mise davanti allo specchio. Si ispezionò il torso nudo. Anche se la pelle consumata dal sole aveva perso l'elasticità della gioventù, i muscoli sottostanti erano ancora forti.
Non troppo male, pensò.
Il lavoro di costruttore manteneva il suo corpo in forma anche a cinquantacinque anni.
Prese il kit da barba da un cassetto in basso. Dan si dilettava ad adattare il proprio aspetto alle preferenze di ogni amante.
A Ramona piaceva rasato, mentre Karen preferiva un leggero accenno di barba.
Mentre Karen gli faceva notare i peli grigi che spuntavano dal suo petto, Ramona diceva che la facevano sentire come se stesse con un vero uomo.
Dan si rase pensando a Ramona nuda nel suo letto. Sarebbe potuta rimanere lì tutta la sera, perché non aveva una famiglia di cui occuparsi. Non più, almeno. Il suo ex-marito la maltrattava, così Ramona se l'era svignata.
A dire il vero, Dan e Ramona una volta erano praticamente vicini di casa, anche se avevano cominciato a legare solo anni dopo.
È divertente, come funziona la vita, pensò Dan tra sé e sé.
Pensò a lei che accarezzava il gatto sotto il mento e sorseggiava vino da un calice sul comodino.
Dan sperava che fosse alticcia al suo arrivo. L'alcool la rendeva sempre vivace.
Si spalmò il dopobarba e si passò un pettine tra i capelli.
Quando uscì dal bagno, si trovò di fronte Karen, seduta sul letto...
Stava guardando il telefono di lui.
"Cosa stai facendo con quello?" Le chiese Dan.
Sua moglie non incontrò il suo sguardo. Lasciò cadere il cellulare e Dan vide le emoji che Ramona gli mandava sempre. Aveva letto i suoi messaggi.
"Cosa sono queste?" Gli chiese lei, invece di rispondere alla domanda.
Per un momento, Dan fu sopraffatto dalla rabbia. La donna non riusciva nemmeno ad accettare quello che aveva davanti agli occhi.
Forse era quello il motivo per cui glielo aveva detto così chiaramente. Sua moglie era troppo debole per reagire davvero, anche quando il loro matrimonio era una nave in procinto di affondare.
"Ho un'altra relazione", disse Dan.
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