
Vischio a Mezzanotte
Autore
Elfy G
Letto da
579K
Capitoli
21
La famiglia di Kate non vede l’ora di conoscere il suo ragazzo durante le feste. Peccato che lui l’abbia lasciata due settimane prima di Natale. Ora si rivolge all’ultima persona da cui si sarebbe aspettata aiuto: Derek. Sa che è una cattiva idea, ma che alternativa ha?
Mentre fingono davanti alle loro famiglie, nuovi e inaspettati sentimenti iniziano a emergere tra loro.
La Soluzione
KATHERINE
Mancano due settimane a Natale e, per la prima volta, sto portando qualcuno a casa per presentarlo alla mia famiglia. Quest'anno, porto il mio ragazzo, Seamus.
Mia madre non fa altro che ripetermi di trovare qualcuno da sposare. Non è che non abbia mai avuto una storia seria prima. Ma ogni volta che penso di portare un ragazzo a casa, mi sento in ansia, e tutto per colpa di un solo ragazzo.
Quel maledetto Derek Sawyer.
Suo padre è il migliore amico del mio e siamo cresciuti insieme. E dopo una sciocchezza fatta da ubriaca due notti fa, il suo nome è ora tatuato sulla mia natica destra. Fa ancora male e prude da morire.
Giocherello con i capelli mentre aspetto il mio ragazzo. Nessuno sa del tatuaggio, nemmeno Seamus. Non ho idea di come glielo dirò.
A proposito di Seamus, dove si è cacciato?
È in ritardo di un quarto d'ora e i camerieri mi guardano con aria di compassione. Tamburello le dita sul tavolo, chiedendomi se mi darà buca. Spero proprio di no, perché andarmene da sola sarebbe una figuraccia.
«Scusa il ritardo, Katherine», la voce di Seamus mi fa sobbalzare mentre mi bacia sulla guancia. Lui e mia madre sono gli unici che mi chiamano Katherine. Per tutti gli altri sono Kate, tranne Derek che usa quel nomignolo ridicolo che mi ha appioppato.
«Non fa niente. Sono solo contenta che tu sia qui», dico, sentendomi sollevata mentre si siede di fronte a me. Non parliamo molto mentre mangiamo.
«Non vedo l'ora che tu conosca la mia famiglia», dico, rompendo finalmente il silenzio. «Gli piacerai di sicuro».
Seamus si pulisce la bocca con il tovagliolo. «A proposito di questo». Si schiarisce la voce. «Penso che dovremmo lasciarci».
«Cosa? Perché?» Sgrano gli occhi. «Stai scherzando?»
Scuote la testa. «Semplicemente non credo che siamo pronti per questo passo. Sinceramente, non sento che abbiamo un gran feeling, e conoscere i genitori... Renderebbe solo le cose più complicate».
«Mi stai lasciando due settimane prima di Natale?» Cerco di non urlargli contro.
«Penso sia meglio così», dice Seamus, cercando di giustificarsi. «Voglio essere onesto con te. Non voglio fare lo stronzo».
Faccio il muso. «Questo sarebbe il tuo modo di non fare lo stronzo?! Cosa dovrei dire alla mia famiglia, Seamus? Ti stanno aspettando».
Almeno non dovrò spiegargli del tatuaggio.
Seamus fa una risatina. «Lo sapevo che avresti reagito così».
«Come?» chiedo.
Alza le spalle. «Che l'avresti presa troppo sul personale».
Cosa?! Ha davvero detto che la sto prendendo troppo sul personale? L'ha fatto, vero?!
«Troppo sul personale? Ora ti faccio vedere io cosa vuol dire prenderla sul personale». Mi alzo, afferro il mio bicchiere d'acqua e glielo rovescio in faccia. Seamus mi guarda furioso mentre mi giro sui tacchi e me ne vado a passo svelto dal ristorante.
Uffa! Come si permette, penso mentre esco. Tiro fuori il telefono per controllare l'ora quando la neve dal tetto mi cade addosso. Alcuni passanti mi guardano straniti mentre altri ridacchiano.
Ce l'ha proprio con me il mondo, penso, scrollandomi la neve dalle spalle. Questa serata non può andare peggio di così.
Cammino arrabbiata verso la mia auto, apro la portiera con foga e la sbatto, sentendomi furiosa durante tutto il tragitto verso casa.
Nel mio appartamento, faccio una doccia veloce e mi siedo sul divano con un bicchiere di vino rosso. Ancora non mi capacito che quel farabutto mi abbia mollata proprio prima di Natale, o che stavo pensando di presentarlo ai miei genitori. Bevo un bel sorso di vino.
E adesso che faccio?
Sospiro. È troppo tardi per chiedere a qualcuno dei miei amici di venire con me. Hanno tutti dei programmi. E non mi serve un amico. Mi serve un fidanzato.
Se vado da sola, mia madre non la smetterà più di parlarne. Vuole che trovi un bravo uomo come ha fatto lei, ma mica tutti possono essere come i miei genitori. Si sono conosciuti a sedici anni e si amano ancora da morire. A volte vorrei avere la loro fortuna.
So che mia madre spera in segreto che finisca con Derek. E Derek, quel rompiscatole, mi prenderà in giro per essere di nuovo single. Mi massaggio le tempie. Ho bisogno di un'idea geniale.
Aspetta, e se chiedessi a Derek?
So che è una pessima idea non appena ci penso. I nostri padri sono migliori amici. Ci conosciamo da quando eravamo in fasce, ma sono disperata.
Ci rifletto su. Ho sentito dire che la sua ragazza l'ha tradito, quindi fingere di essere una coppia potrebbe risolvere i problemi di entrambi. Potremmo inventarci una storia su come finalmente abbiamo capito di piacerci, qualcosa che le nostre madri sognano da quando eravamo piccoli.
A mamma piacerebbe un sacco. Anche se se Derek scoprisse del mio tatuaggio, morirei dalla vergogna. Non che abbia intenzione di mostrargli il sedere.
A dire il vero, Derek mi piaceva quando stavamo crescendo, ma è acqua passata. Alla fine ho smesso di provare qualcosa per lui. Non è che lui abbia mai mostrato di ricambiare comunque. Anche se so che non è una grande idea, prendo il telefono e lo chiamo.
«Lentiggini», la voce roca di Derek risponde. «Come mai mi chiami?»













































