
L'insegnante
Autore
Mary Olajire
Letto da
1,3M
Capitoli
57
Capitolo 1.
DALIA
Sospirai, osservando la folla che si scatenava sulla pista da ballo. Il locale era un tripudio di luci abbaglianti e musica assordante. Faticavo persino a sentire i miei pensieri con tutto quel frastuono.
Sembrava che tutti si stessero divertendo un mondo. Tutti tranne me.
La mia amica Tamika si era lasciata con il fidanzato poche ore prima. Lo aveva beccato di nuovo a tradirla. I nostri amici Harvey e Norma mi avevano convinta a venire in questo locale per aiutare Tamika a conoscere qualcuno di nuovo.
Non sono una tipa da locali. Ero venuta solo perché Harvey e Norma avevano insistito che Tamika si sarebbe sentita meglio con me presente. Ma da quando eravamo arrivati, non avevo nemmeno scambiato due parole con lei. L'avevo vista ballare con diverse persone. Sembrava divertirsi, mentre io non vedevo l'ora di andarmene.
«Norma!» chiamai quando la vidi chiacchierare con qualcuno vicino alla pista. Mi affrettai verso di lei.
«Norma!» ripetei mentre la persona con cui stava parlando si allontanava. Si voltò e mi sorrise.
«Ehi bellezza. Quel vestito ti dona», commentò. Abbassai lo sguardo sul mio abito corto, aderente e blu notte. «Ti stai divertendo?»
«No», risposi secca. «No, non mi sto divertendo per niente. Siamo qui da una vita. Quando torniamo al campus? Sono stanca morta».
Norma sembrò dispiaciuta. «Quando Tammy sarà pronta per andare».
Accidenti, pensai. Me l'aspettavo.
«Cosa intendi dire che siamo qui da una vita? Siamo arrivati solo un quarto d'ora fa», aggiunse. Gemetti perché a me sembravano ore.
«Senti, perché non trovo dei posti tranquilli mentre tu vai a prendere da bere al bar? Non preoccuparti, non controllano i documenti. Io prendo un cosmopolitan, e dopo quando usciamo ti prendiamo un bel succhetto di frutta al negozietto qui vicino».
Le lanciai un'occhiataccia. «Molto spiritosa».
Scherzava sempre sui succhetti quando lei, Tamika e Harvey bevevano alcolici, dato che io avevo solo 20 anni. Li avevo compiuti appena tre giorni fa.
Mi sorrise e io alzai gli occhi al cielo prima di dirigermi verso il bancone.
C'erano poche persone, quindi non dovetti sgomitare troppo per attirare l'attenzione del barista.
«Due cosmopolitan», ordinai alla barista, che indossava un grazioso vestito dorato. Annuì e si mise all'opera.
Diedi un'occhiata alla pista da ballo. Notai qualcuno che prendeva quella che sembrava ecstasy, accanto ad altre persone che si passavano uno spinello.
Feci un respiro profondo e tornai a guardare la barista. Non vedo l'ora di tornare in camera mia.
«Un Sazerac», disse una voce accanto a me. Mi voltai a guardare e rimasi a bocca aperta.
Era l'uomo più affascinante che avessi mai visto. I suoi capelli castano scuro erano folti e ricci. Avrei voluto toccarli per sentire se fossero morbidi come sembravano. Le sopracciglia erano scure e le labbra carnose. Il suo viso era davvero attraente.
Deglutii e osservai il suo fisico. Era in forma ma non esageratamente muscoloso. Quando tornai a guardarlo in faccia, mi accorsi che mi stava fissando.
Di solito in questi casi avrei sgranato gli occhi e distolto subito lo sguardo. Ma c'era qualcosa di magnetico nei suoi occhi, e faticavo a staccarmi.
«Ecco a voi». La barista mise i drink che avevo ordinato sul bancone davanti a me prima che potessi dire qualcosa all'uomo. La guardai.
«Grazie».
Presi i bicchieri e lanciai un'ultima occhiata all'uomo che continuava a fissarmi, prima di allontanarmi dal bancone.
Avevo fatto solo pochi passi quando vidi Norma dall'altra parte del locale. Andai dritta verso di lei.
Pensavo che avrebbe trovato dei posti!
«Lo so, lo so», disse quando mi vide avvicinarmi. «Dovevo trovare dei posti, ma Harvey ha dovuto rispondere a una telefonata, quindi mi ha detto di tenere d'occhio Tammy».
Sospirai profondamente e scrutai la pista da ballo, cercando di individuare Tamika tra la folla senza riuscirci. Norma mi prese un bicchiere dalle mani.
«Dov'è?» chiesi proprio mentre qualcuno mi avvolgeva le braccia intorno alla vita. Sobbalzai, rovesciando il mio drink.
Mi voltai di scatto e tirai un sospiro di sollievo quando vidi che era Tamika con un'espressione eccitata e non qualche sconosciuto.
«Sono qui», disse mentre Norma mi prendeva il bicchiere.
Mi trattenni dal chiedere a Tamika quando sarebbe stata pronta per lasciare il locale. Era stata davvero giù quando aveva rotto con quel traditore, ma ora sembrava su di giri.
«Ti stai divertendo?»
Annuì, e sentii un leggero odore di alcol nel suo respiro prima che mi girasse intorno. «Voglio ballare con voi ragazze», disse.
Risi perché non c'era verso che mettessi piede su quella pista da ballo, ma Norma accettò di ballare con lei.
Ripresi rapidamente il mio bicchiere da Norma prima che entrambe si dirigessero verso la pista. Quando si accorsero che non le stavo seguendo, si fermarono.
«Dalia, dai», mi chiamò Tamika. I miei occhi si spostarono da loro ai corpi che si dimenavano sulla pista prima di mettere su un sorriso finto.
«Non se ne parla», risposi e bevvi lentamente dal mio bicchiere mentre le guardavo. Tamika mi fece una smorfia.
Ricambiai la smorfia, e lei scosse la testa, sorridendo un po', prima di trascinare Norma sulla pista da ballo.
Le osservai entrambe per un po', e quando le persi di vista tra la folla, distolsi lo sguardo. Sospirai e portai di nuovo il bicchiere alle labbra.
Non vedo l'ora di andarmene da qui.
«Sembri molto pensierosa», disse qualcuno alle mie spalle, facendomi quasi soffocare con il drink.
Iniziai a tossire e mi voltai per vedere l'uomo di prima in piedi dietro di me con gli occhi leggermente spalancati e un drink in mano.
«Scusa, non volevo spaventarti», aggiunse quando smisi di tossire e appoggiò il suo bicchiere sul bancone. «Stai bene?»
Sbattei le palpebre per scacciare le lacrime dagli occhi mentre mi schiarivo la gola, mentre i suoi occhi percorrevano il mio corpo in un modo che mi fece formicolare la pelle e mi fece sentire accaldata.
Non mi stava nemmeno toccando, ma mi sentivo già in fiamme.
Sorrisi e mi schiari di nuovo la gola. «Sto bene, sto bene. Ehm, cosa hai detto?» chiesi, e lui alzò un po' le sopracciglia prima di ricordare.
«Oh, ho detto che sembri molto pensierosa», ripeté, e io dissi «ah» mentre lui guardava per un momento il mio bicchiere quando lo appoggiai sul bancone.
«Hai quasi finito il drink. Posso offrirti qualcos'altro?» La sua voce era profonda e morbida e suonava molto piacevole.
Non riuscii a trattenermi dal sorridergli prima di annuire.
Lui ricambiò il sorriso mentre faceva cenno alla barista di avvicinarsi e mi porgeva la mano. «Ciao. Sono Noah».
Misi la mia mano nella sua prima che la sua calda mano stringesse la mia, facendomi rabbrividire. «Dalia».
«Piacere di conoscerti, Dalia», rispose prima di lasciarmi finalmente la mano. Presi il mio bicchiere per bere un sorso mentre lui mi osservava. «Non sembri il tipo a cui piacciono i locali».
«Cosa te lo fa pensare?»
«Semplicemente non sembravi a tuo agio quando sei venuta al bar prima, e ancora non sembri voler essere qui», disse, inclinando un po' la testa di lato.
Noah guardò la barista quando finalmente arrivò dalla nostra parte del bancone. Ordinò un altro cosmopolitan per me e tornò a guardarmi dopo che lei andò a preparare i drink.
«Allora perché questa bellissima donna è qui quando non vuole esserci?»
Sorrisi subito perché mi aveva chiamata bellissima, e feci un respiro profondo mentre pensavo da dove iniziare prima di decidere di dargli solo una breve risposta.
«Un'amica ha rotto con il fidanzato traditore. È qui per conoscere qualcuno di nuovo. Io sono qui per darle una mano». Rimisi il bicchiere quasi vuoto sul bancone e mi voltai verso Noah.
«E tu? Perché un bell'uomo è da solo in un locale?»
Sorrise così tanto da farmi venire voglia di sorridere a mia volta. «Sono venuto solo per dare una mano al mio amico con la sua nuova attività», rispose indicando l'ambiente circostante.
Aggrottai un po' le sopracciglia prima di realizzare che il locale apparteneva al suo amico. «Oh».
Le sue labbra si curvarono in un sorriso consapevole mentre mi guardava lentamente dalla testa ai piedi, sembrando molto sicuro di sé ma non troppo arrogante.
Se non fossi già stata interessata, sicuramente lo sarei stata ora.
«Ma non sono più solo, vero?» chiese, e l'angolo della mia bocca si sollevò mentre la barista tornava con il mio drink.
Accidenti, è bravo, pensai mentre lui ringraziava la barista e si appoggiava al bancone prima di tornare a guardarmi.
«Quanto spesso lo fai?»
La sua fronte si corrugò. «Faccio cosa?»
«Offrire da bere alle donne nei bar e flirtare con loro».
Alzò un po' le sopracciglia, sorridendo. «Non molto spesso. Sono fortunato che la tua amica abbia deciso di venire in questo locale stasera».
Non nascondeva di essere attratto da me o che ovviamente mi voleva, e mi sentii eccitata.
«Tu—»
All'improvviso qualcuno mi urtò da dietro, e misi la mano sul petto di Noah per stabilizzarmi quando inciampai in avanti.
Le sue braccia mi circondarono la vita per impedirmi di cadere.
«Scusa», biascicò qualcuno alle mie spalle, ma non ci feci caso perché tutto ciò su cui riuscivo a concentrarmi era quanto Noah ed io fossimo vicini l'uno all'altra.















































