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La richiesta di Reaper Libro 2

Autore
Simone Elise
Letto da
469K
Capitoli
30
Autore
Simone Elise
Letto da
469K
Capitoli
30
😱Thriller😌Seconde opportunità🎭Drammatico🏍️Cattivi ragazzi🏙️Contemporaneo💪🏻Protettore💪🏻Maschi alfa💪Donne forti⚔️Azione e avventura👯Gemelli🕵️Crime e mystery🏍️Motociclisti🖤Dark

Abby si ritrova invischiata nel pericoloso mondo della gang degli Hellbound, dove la lealtà viene messa alla prova e la sopravvivenza non è mai certa. Mentre percorre questo cammino insidioso, il suo passato e il suo presente si scontrano, costringendola a fare i conti con vecchie fiamme, legami familiari e la propria identità. Con la sorella gemella Kim e l'ex amante Reaper al suo fianco, Abby dovrà decidere se abbracciare l'oscurità o lottare per una possibilità di redenzione. Troverà una via d'uscita, o la presa della gang si rivelerà troppo forte?

Antidolorifici

STAGIONE 2

Prodotto da: Jenn Sherman Scritto da: Ilan Benjamin & Ellis Stump Musica di: Oskar Allen & Fionn McNeill

ABBY

Come sono arrivata qui? Come diavolo sono arrivata qui?
Questo è tutto quello che continuavo a chiedermi mentre guardavo i ragazzi intorno a me lanciare banconote alla ragazza seminuda che scivolava giù da un palo.
Ero seduta su una morbida poltrona al Red Flower, uno strip club di alta classe nel nulla, circondata da estranei e dall'odore puzzolente di profumo dolce misto a sigarette di cui era pregna l'aria.
Due ore a est dal territorio dei Figli di Satana.
Due ore da casa mia. Da mio padre, dalla mia sorella gemella, da lui...
Kade.
Ma niente di tutto questo aveva più importanza ora. Avevo una nuova casa. Un nuovo obiettivo. E, che mi importasse o meno degli strip club, avevo certamente una buona ragione per essere distratta in quel momento.
"Bella, ti porto a casa con me!" Gridò uno degli uomini alla povera ragazza, facendo piovere soldi.
Ho alzato gli occhi. Nessuna donna, spogliarellista o no, avrebbe toccato quell'idiota grasso e peloso nemmeno con un dito.
Comunque, finché gli uomini guardavano lei, significava che non stavano guardando me.
E con questo potevo convivere.
Ho bevuto un altro sorso del mio whisky, cercando di mandar giù tutti i miei rimpianti, facendo di tutto per evitare di soffermarmi sul passato, quando ho sentito qualcuno scivolare sulla sedia accanto a me.
"Ti piace lo spettacolo?"
Mi sono girata e ho visto Damon, con un gin tonic in mano, il suo completo pied-de-poule che fasciava il suo corpo muscoloso.
Il ragazzo aveva un fisico da pugile, ma era vestito per fare colpo. I suoi stuzzicanti occhi marrone chiaro rivelavano che tipo di giocatore fosse.
Se li avessi guardati abbastanza a lungo, avresti giurato che era il tuo protettore. Le donne si affollavano intorno a lui. Diavolo, credo di essere stata persino colpevole in questo senso.
Ma, diavolo, non avevo ceduto alle avances di quell'uomo. Dopo quello che avevo passato... gli uomini, tutti per quanto mi riguarda, non valevano un dannato secondo del mio tempo.
"Niente che non abbia già visto", dissi bevendo annoiata un altro sorso del mio whisky, godendomi il bruciore.
"È questo che mi piace di te, Abby", disse Damon con una risatina. "Non puoi essere sorpresa. Non da una ragazza nuda. E non da un uomo, armato fino ai denti".
Ho vagamente notato la sagoma della sua pistola sotto la giacca del completo. Dall'aspetto sembrava una snub nose.
Se cresci tra i motociclisti, impari a riconoscere questo tipo di dettagli.
"C'è un motivo per cui stai parlando con me adesso invece di farti fare una lapdance?" Ho chiesto, esasperata.
"C'è", disse lui, annuendo. "E tu sai esattamente di cosa si tratta".
Business.
Non aveva bisogno di dirlo per farmelo capire. Da quando avevo incontrato Damon in una bettola fuori dall'autostrada, apparentemente la sua bettola, aveva reso sufficientemente chiaro cosa io fossi per lui.
Non solo una lingua tagliente con un paio di belle tette. No, quello che Damon vedeva era un potenziale. Scorgeva una freddezza, una brutalità in me che non avevo mai riconosciuto fino a...
Finché Reaper non mi lasciò sola dopo tutto quello che mi aveva promesso.
Finché il mio cuore non frantumò in un milione di pezzi.
Finché non decisi di lasciare i Figli di Satana e di guidare verso il nulla con un solo obiettivo nella mente: distruggere la persona che avevo sempre pensato essere Abby Harrison.
E diventare qualcuno completamente nuovo.
Quando Damon mi aveva presentato alla banda degli Hellbound, all'inizio ero stata diffidente.
Non avevano toppe o Harley, e allora? Erano comunque un gruppo di assassini.
Il loro sfarzo e il loro fascino non mi avevano ingannato neanche per un secondo. Comprate tutto il liquore di lusso che volete; una gang è sempre una gang.
Ma, a differenza dell'MC, in cui ero nata e cresciuta ma di cui non mi era mai stato permesso di far parte, Damon mi stava facendo un'offerta legittima. Non solo per essere una sgualdrina da club.
No, Damon voleva darmi un lavoro tra le fila degli Hellbound.
Un lavoro, sosteneva, che solo una ragazza come me poteva fare.
"Allora?" Chiese impaziente. "Blake non aspetterà per sempre".
Blake. Il capo. Il cugino di Damon che raramente frequentava bar come questi, che preferiva la privacy e che dirigeva Hellbound come una fottutissima nave.
Non l'avevo ancora conosciuto. Ma tutti parlavano di Blake come se fosse una specie di Dio. Onnisciente. Da far paura, cazzo.
Sentii un brivido lungo la schiena alla menzione del suo nome e cercai di nasconderlo finendo il mio bicchiere di whisky.
"Non sono sicura", dissi. "Stai chiedendo molto".
"Guardati intorno, Abby" disse Damon, mettendomi una mano sulla spalla.
La sensazione della sua mano callosa contro la mia pelle nuda mi fece quasi trasalire. Non avevo permesso a nessun uomo di toccarmi dopo Kade e per una buona ragione.
Ma Damon stava solo cercando di ragionare con me. Non di flirtare. Almeno non solo..
"Vedi questi ragazzi intorno a te?" Chiese, indicandoli. "Eric fa parte della nostra famiglia da sei anni".
"Liam?" Continuò. "Solo da poche settimane. Un novellino, ma ha già rinunciato a molto per chiamarsi Hellbound".
Guardai da Eric a Liam. Non avevo parlato molto con entrambi, ma potevo riconoscere la loro lealtà a un miglio di distanza.
"E?" Chiesi. "E loro?"
"Hanno dimostrato di poter far parte di questa famiglia, Abby. Sei pronta a fare lo stesso?"
Era difficile credere che un ragazzo dall'aspetto dolce come Liam, che arrossiva quando una donna gli infilava le tette in faccia, avesse fatto quello di cui parlava Damon.
Liam aveva ucciso.
E ora Damon voleva che io facessi lo stesso.
"Che ne dici, Abby?" Mi chiese di nuovo. "Sei pronta a essere una di noi?"
Avrei potuto uccidere l'idea di Abby Harrison.
Ma ero pronta a diventare una vera assassina?

REAPER

Nel momento in cui ho incontrato Abby per la prima volta, ho capito che quella ragazza sarebbe stata la mia morte. E, uccidere lo Squartatore in persona, è tutto dire.
Già. Sapevo che sarebbe stata un disastro. Sapevo che mi avrebbe fottuto e lasciato a pezzi. Sapevo tutto, eppure ho scelto di chiamarla mia.
E guarda cosa mi ha fatto, cazzo. Niente poteva prepararmi a questo.
"Vuoi farti un'altra striscia, tesoro?" La ragazza accanto a me faceva le fusa.
Indossava solo un perizoma, ma tutto di lei - dai suoi occhi da procione al suo insaziabile appetito per le sostanze - mi disgustava.
L'avevo tenuta con me comunque. La compagnia, anche quella peggiore, è sempre meglio di niente.
"Dammela", ringhiai.
Lei fece come le avevo detto, dandomi uno specchio con la coca tagliata con chissà che cosa.
Avevamo solo sniffato nelle ultime due settimane, fermandoci solo per comprare altri alcolici e di tanto in tanto per fare casino.
Niente scopate, però. Sapevo che non ne sarebbe uscito niente di buono.
Per questo e, perversamente, perché credo che stessi ancora cercando di salvarmi per Abby.
Il che era fottutamente pazzesco, considerando che se n'era andata a gambe levate dopo che me ne ero andato. Prima che potessi tornare e cercare di sistemare le cose.
Perché avevo lasciato che Amber mi ricattasse per scappare?
Amber, che ora era dall'altra parte del paese a fare Dio solo sa cosa. L'intero clan Shields si era fottuto, lasciandomi tra le macerie.
E ora anche Abby se n'era andata. Mi stava ignorando. Uno di noi due avrebbe mai avuto la possibilità di spiegarsi?
In quel momento non mi importava dei peccati del passato o degli errori commessi. Mi importava solo di quello che stava facendo in quel momento e se l'avrei mai sentita di nuovo.
La speranza, ecco cosa ti uccide davvero, cazzo.
Stavo per sniffare un'altra riga quando il mio telefono ha vibrato sul tavolo di vetro. L'avevo ignorato per ore, ma vedendo il nome del mittente, non ho potuto farne a meno.
Dovevo controllare.
Trigger
occhi aperti
Trigger
roach sta venendo, ti vuole vedere
Reaper
Che cazzo vuole?
Reaper
Come fa a sapere dove sono?
Trigger
non sei un uomo difficile da trovare, Reaper
Trigger
penso che si tratti di Abby
Abbassai il telefono, gli occhi spalancati per l'incredulità. Di cosa poteva mai volermi parlare Roach? Da quando mi aveva sorpreso a scoparmi sua figlia, ero praticamente morto per lui.
Avevo dato per scontato, da quando ero scappato dopo le minacce di Amber, che Abby avesse chiuso con me. Che fosse tornata da Kim e da suo padre e che fosse tutto finito.
Ma se Roach stava venendo qui proprio ora, doveva essere una cosa seria.
Gettai via lo specchio, la coca, tutto quanto, e mi alzai di scatto.
"Ma che diavolo..." Disse la ragazza, affrettandosi a raccogliere gli scarti. "Perché l'hai fatto?"
"Vattene", dissi.
"Sei ser-"
"Adesso".
Mi guardò negli occhi e vidi la paura prendere il sopravvento. Sapeva che non stavo scherzando, cazzo. Si alzò e, senza dire un'altra parola, corse fuori dalla stanza.
Presi fiato. Non avevo idea di quanto tempo ci avrebbe messo Roach ad arrivare, ma avevo delle pulizie da fare.
Prima ancora che potessi mettere via i resti della droga, però, sentii bussare forte alla porta.
Cazzo, è stato veloce.
"Un secondo", dissi infilando quello che potevo in un cassetto e dirigendomi verso la porta d'ingresso.
La aprii e vidi il presidente in persona, che sembrava incazzato per il fatto di dover essere qui.
Ma peggio ancora: l'uomo sembrava preoccupato.
"Dobbiamo parlare, Reaper".
***
Camminavo su e giù, incapace di stare fermo, stavo uscendo fuori di testa. Non potevo credere che era stata via per tre mesi e che Roach me lo stesse dicendo solo ora.
Abby era... sparita? Che cazzo significava? Scomparsa come se avesse perso le chiavi o qualcosa del genere?
"Dove diavolo è andata?!" Ho urlato.
"Non lo so, cazzo!" Roach ruggì in risposta. "Pensi che se lo sapessi, sarei qui?"
Ho scosso la testa, sentendo che due settimane di sniffate e zero cibo stavano prendendo il sopravvento sul mio corpo stremato.
"Ti vuoi sedere, per l'amor di Dio?" Disse, esasperato.
Non avevo voglia di sedermi. Ma lo feci. Solo per avere più risposte da quel bastardo.
"Sputa il rospo", dissi. "Cosa sai?"
"Niente", ammise. "L'unica ragione per cui sono qui ora è che Kim è andata a cercarla per conto suo. Anche lei se n'è andata ora. Entrambe le mie ragazze. Io..."
Roach si strozzò, distogliendo lo sguardo. Sapevo che era il punto debole di quel duro bastardo. L'idea che entrambe le gemelle fossero scomparse.
Lo stava chiaramente fottendo.
Ora chi sapeva dove potevano essere le due ragazze.
"Non so cosa fare", ammise. "Sei l'ultima persona al mondo a cui vorrei rivolgermi, ma se sono in pericolo..."
"Hai bisogno di me".
Annuì solo ora prendendo in considerazione il mio aspetto e il buco di merda dell'appartamento che chiamavo casa.
"Te l'ho detto che hai un aspetto di merda?" Chiese.
"La prossima volta mi truccherò per te", risposi.
Per un secondo, Roach quasi sorrise. Ma poi il terrore tornò nella sua espressione e si guardò le mani. Un padre terrorizzato per i suoi figli.
"Che diavolo facciamo, Reaper?"
Mi alzai in piedi. "Ti dico io cosa facciamo, Roach. Le troviamo. Tutte e due".
Mi guardò negli occhi e capì che dicevo sul serio.
Merda, Abby Harrison avrebbe potuto sconvolgere la mia vita. Ma non avevo intenzione di lasciarla sparire.
Vengo, Abby, pensai. Anche se mi uccidessi, ti troverò.

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