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Broken

Autore
Evelyn Miller
Letto da
🔥21,4M
Capitoli
32
Autore
Evelyn Miller
Letto da
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Capitoli
32
🏈Storie di sport👱🏽‍♀️Teenager🎭Drammatico🏃🏿‍♂️Atleti👩🏽‍🎓Studenti🏙️Contemporaneo💕Romantico👩‍❤️‍💋‍👨 Young Adult🏈Giocatori di football americano

Quando, durante l'estate prima dell'ultimo anno, Lily scopre che il suo ragazzo la tradisce, alla sua vita già deludente si aggiunge un’altra ferita. Poi incontra Mason, che sembra altrettanto ferito anche se per motivi diversi. Insieme si riappropriano dell'estate e decidono di stilare una lista di promesse che si ripromettono di non infrangere... E forse, pian piano, iniziano a provare dei sentimenti. Ma la loro avventura estiva finisce in un disastro quando si rendono conto di appartenere a scuole rivali e di competere quindi in squadre rivali. Ancora peggio, quando un tragico incidente mette in discussione le loro priorità, Lily e Mason riusciranno a trovare un modo per stare insieme? E i loro amici e le squadre sportive ultra-competitive di cui fanno parte permetteranno loro di avere il lieto fine che sognano...?

Età: 18+

1: Infedele

LILY

Non riesco a credere ai miei occhi. Oliver, senza maglietta e con i capelli arruffati dal sesso, e Leah che trema in reggiseno e mutandine dietro di lui. Il mio ragazzo e la mia migliore amica.
Una rabbia gelida mi assale, e l'unica cosa che riesco a dire è: «Da quanto tempo?»
«È la prima volta», dice Olly.
«Sei mesi», risponde Leah nello stesso momento.
Io e Olly stavamo insieme da due anni, e lui mi ha tradita con lei per sei mesi. Sembrano entrambi terrorizzati, come se stessi per prendere un coltello dalla cucina per tagliargli via quel cazzo traditore.
Forse dovrei farlo, penso, ma invece me ne vado senza dire un'altra parola.
Corro via da casa sua, salgo in macchina e guido con il pilota automatico finché non mi ritrovo al mio sentiero preferito per correre, in periferia. Poi comincio semplicemente a camminare, fregandomene altamente del fatto che indosso ancora un vestito e dei sandali.
Sono a metà del giro del lago, completamente sola tra gli alberi, quando finalmente mi concedo di piangere. Due anni sprecati con quello stronzo doppiogiochista. Tutta la mia vita sembra una bugia. Che modo del cazzo di finire l'estate.
Sto singhiozzando a dirotto quando giro l'angolo del sentiero e mi blocco di colpo.
Lì, a circa sei metri di distanza, c'è un ragazzo che esce dall'acqua, completamente nudo.
Per un secondo, il mio cervello va in tilt. È alto, almeno un metro e novanta, con le spalle larghe e la pelle abbronzata e dorata dopo un'estate piena di sole. L'acqua scivola sui suoi muscoli definiti, dalle spalle agli addominali scolpiti, e poi giù...
Oh mio dio, lo sto fissando.
«Scusa!» dico, con una voce più acuta del solito.
Lui alza lo sguardo, sorpreso, poi si copre il cavallo con le mani. «Di solito non c'è mai nessuno qui!»
Mi copro il viso con le mani. «Non avrei dovuto...» lascio cadere la frase, non sapendo bene come finirla. Non avrei dovuto passeggiare qui?
«Mi lanci quei pantaloncini?» mi chiede.
Abbasso lo sguardo su un paio di pantaloncini da corsa rossi appoggiati su una roccia lì vicino, con accanto le sue scarpe e i calzini. Dopo averglieli lanciati, gli volto le spalle.
«Io, ehm... non volevo interrompere... il tuo bagno?» mormoro.
Lui ride. «In realtà faccio il bagno a casa, grazie. Stavo nuotando dopo la mia corsa.»
«Nudo?»
«Di solito non ci sono guardoni da queste parti.»
«Non sono una guardona! Non dovresti fare il bagno nudo qui, è un posto pubblico...»
Mi giro per affrontarlo, ma perdo le parole. Sta camminando verso le sue scarpe, con i pantaloncini addosso, ma ancora senza maglietta. Si siede sulla roccia per mettersi le scarpe. I muscoli impressionanti delle sue braccia si flettono mentre se le allaccia, e l'acqua gli gocciola dai capelli castani e ricci che gli scendono proprio sopra i suoi occhi verde smeraldo. Quando finisce, alza lo sguardo verso di me e sorride, del tutto indifferente al fatto che una sconosciuta lo abbia appena visto nudo.
«Giornata difficile, principessa?»
La sua domanda mi coglie di sprovvista. «Cosa?»
«Sembri una che ha pianto.»
«No, sto bene», lo rassicuro in fretta.
«Non sembri stare bene», afferma lui.
Lancio un'occhiata indietro verso il sentiero, improvvisamente sopraffatta da tutto: la rottura, l'umiliazione e il fatto di aver appena visto un ragazzo molto attraente nudo. «Forse dovrei andare», dico.
«Sono un buon ascoltatore», dice lui, dando dei colpetti sulla roccia per farmi sedere accanto a lui. «Dimmi cosa succede.»
«Perché dovrei aprirmi con uno sconosciuto?»
«Sconosciuto? Mi hai visto nudo. Inoltre, gli sconosciuti sanno mantenere i segreti meglio di chiunque altro.»
Forse ha ragione. Non posso dirlo a nessuno che conosco. Olly è tipo il ragazzo più popolare della scuola. Le persone non si dispiaceranno che mi abbia tradita, penseranno solo che io sia patetica per averlo lasciato succedere per sei mesi. Forse sarebbe bello dirlo ad alta voce senza avere paura che scoppi una bomba di drammi intorno a me. Fanculo.
«Ho appena sorpreso il mio ragazzo, con cui sto da due anni, a tradirmi con la mia migliore amica», sbotto.
Lui fischia. «È dura.»
Comincio a fare avanti e indietro davanti a lui. «Andava avanti da sei mesi!» urlo, prendendo a calci un sasso. Me ne pento all'istante quando una fitta di dolore mi attraversa l'alluce. «Non capisco. Non è che io non gliela dessi!» Scuoto la testa. «E la mia migliore amica...» sussurro, sedendomi accanto allo sconosciuto. «Non hai intenzione di uccidermi qui fuori, vero?» gli chiedo scettica. «Guardo i documentari true crime.»
Lui ridacchia. «Non ti ucciderò.»
«L'ultimo anno farà schifo», brontolo, portandomi le ginocchia al petto.
«Vai alla Ridgewood, giusto?» chiede.
«Sì...» dico, chiedendomi come faccia a conoscermi. Io conosco lui?
Con un sorriso malizioso, si indica e dice: «Greendale.»
Proprio quando pensavo che la cosa non potesse diventare più imbarazzante, il ragazzo figo e nudo frequenta il liceo mio acerrimo rivale...
«Quindi NON dovremmo parlare.»
«Esatto», dice lui. «Nemici mortali e roba del genere.»
«Anche se forse non ha importanza, potrei anche trasferirmi fuori dallo stato dopo quello che è successo oggi.»
«Mi dispiacerebbe che il nostro stato perdesse una tale bellezza per l'errore di un coglione.»
Sta... flirtando con me? Fingo di niente. «È che non so con chi potrò parlare a scuola dopo questa storia.»
«Avrai pure altri amici?» chiede lui.
«Sì. Ma il mio migliore amico Harry è nella squadra di football con Olly e probabilmente smetterà di parlarmi. Ava potrebbe ancora essere mia amica.» Sospiro.
«Aspetta un attimo... Olly? Non intendi mica Oliver Kingsley, vero?»
«Lo conosci?» chiedo, voltandomi per guardare bene lo sconosciuto, sorpresa da quanto siano belli i suoi occhi verdi.
«Siamo una specie di nemici mortali.» Lui fa una smorfia.
«Tu sei Mason Cooper?» Corrugo la fronte, squadrandolo da capo a piedi. Non l'avevo riconosciuto senza il casco.
«Sì! La versione della Greendale di Oliver Kingsley. Ma un quarterback migliore e più bello.»
«Tradisci anche tu la tua ragazza?»
«Non è tradimento se non hai una ragazza.»
«No, è solo sospetto.»
Lui fa spallucce.
«Wow, quindi NON dovremmo davvero parlarci», dico. «Farebbe impazzire Oliver.»
«Beh, non è un vantaggio? Ti stai vendicando parlando con il ragazzo che ha fatto il culo al tuo ex l'anno scorso.»
«La rissa è finita in parità», dico, difendendo Olly per abitudine.
Mason sbuffa. «Oh, ti prego! Tutta la tua scuola mi odia a morte perché ha saltato tre partite dopo che gli ho fatto il culo.»
«Okay, forse hai vinto tu. E forse ora ne sono felice», dico con un piccolo sorriso.
Abbasso lo sguardo sui miei piedi. «Probabilmente non hai voglia di sentire tutti i miei problemi personali», mormoro.
«Scherzi? Adoro sentire quanto Oliver abbia fatto un casino», ridacchia Mason. «E ho bisogno di una distrazione.»
«Da cosa devi distrarti?» chiedo prima di riuscire a fermarmi.
«Dalla vita.» Lui sospira.
Alzo un sopracciglio. Cosa vorrà dire?
«Sei Lily, giusto? La cheerleader?» mi chiede, cambiando argomento.
«Sì.» Anche se adesso sto pensando di lasciare la squadra quando inizierà la scuola.
«Lo odio. Sono entrata solo perché Leah... Oh dio, essere nella stessa squadra di Leah. Non posso sopportarlo. Avrò voglia di prenderla a pugni in faccia ogni volta che ne avrò l'occasione», gemo, e Mason ride.
«Non è divertente», lo zittisco.
«Non lo è», concorda subito lui. «Rido perché pensavo che tu fossi una ragazza silenziosa.»
Stringo le labbra e inclino la testa di lato.
«Ti ho già vista alle partite. Non parlavi mai molto con le altre», spiega lui.
«Perché fanno tutte schifo!» esclamo, e lui ride di nuovo, dandomi ragione.
«E tu? Vuoi spifferare qualche segreto o avere un crollo emotivo completo davanti a me per farmi sentire meglio?» chiedo.
«Forse la prossima volta.» Mi fa l'occhiolino.
«La prossima volta?» Le mie sopracciglia scattano verso l'alto per la sorpresa.
«Devo andare. Ma puoi scrivermi se hai voglia di parlare», dice, porgendomi un iPhone nero.
Guardo il telefono e poi torno a guardare lui. È serio?
«Dovresti inserire il tuo numero», dice lui, e io alzo gli occhi al cielo, digitando il mio numero.
«Grazie per avermi ascoltata», sussurro mentre glielo restituisco.
«Quando vuoi, principessa.» Sorride tristemente, calciando un sasso con la scarpa da ginnastica mentre si allontana.
Lo sto ancora guardando allontanarsi quando il mio telefono vibra. È un suo messaggio.
555-465-9987
Ciao, sono io, il tuo terapista nudo.
Rido e salvo il suo contatto come M. Non voglio nemmeno avere il nome Mason Cooper nel mio telefono.
Quando torno a casa quella sera, mi tolgo le scarpe e mi butto sul divano.
Probabilmente dovrei chiamare Ava. È la mia migliore amica e le voglio bene, ma è anche così esagerata e non ce la faccio a gestirla in questo momento.
Penso di chiamare i miei genitori, ma che senso ha? Non risponderebbero.
Ultimamente sembra che siano via per lavoro molto più di quanto siano a casa.
Immagino di essermi addormentata, perché vengo svegliata dallo squillo del mio telefono. L'ora sullo schermo segna mezzanotte.
«Pronto?» rispondo, con la voce impastata dal sonno.
«Ti ho svegliata?» si sente una voce maschile.
Allontano il telefono dal viso per vedere «M» sullo schermo. «Mason?» chiedo, sedendomi sul divano.
«Senti, mi dispiace. Torna a dormire», la sua voce esce morbida ma tesa.
«Vuoi passare da me a mangiare una pizza?» gli propongo, ricordandomi che ne abbiamo una nel congelatore.
C'è una pausa, e controllo per assicurarmi che non abbia riattaccato.
«Di che tipo?» risponde finalmente.
«Al salame piccante.»
«Mandami il tuo indirizzo per messaggio.»
Allontano subito il telefono dall'orecchio e gli mando un messaggio.
«Sarò lì a breve, principessa», dice quasi immediatamente dopo che ho premuto invio.
«A tra poco», sussurro mentre butto la pizza surgelata nel forno.
Porca puttana. Che diavolo sto facendo? Perché sto invitando Mason Cooper a casa mia? Se Harry o qualcun altro a scuola lo scopre, la mia vita diventerà un inferno.
La mia crisi di panico interiore non dura a lungo, perché Mason mi manda un messaggio per dirmi che è qui fuori.
Apro la porta d'ingresso e lo trovo in piedi sotto il portico, vestito con una felpa nera con il cappuccio e pantaloncini da basket.
Si tira indietro il cappuccio e i suoi riccioli gli ricadono sulla fronte, sopra i suoi occhi di un verde elettrico.
Come fa a far sembrare così sexy il vestito più casual possibile?
«Hai fatto in fretta», dico con un filo di voce.
«Abito a due strade da qui.» Fa un mezzo sorriso mentre apro di più la porta per farlo entrare.
«Alloooora...» trascino la parola mentre ci sediamo l'uno accanto all'altra al bancone, con la pizza al salame piccante in mezzo a noi.
«Ti senti meglio?» chiede, prendendo una fetta.
«Sì», rispondo onestamente. Piangere e dormire mi hanno aiutato.
«Adesso sono più arrabbiata che triste», aggiungo, dando un morso alla mia fetta.
«Sembravi piuttosto arrabbiata anche prima.» Mi sorride guardandomi dall'alto.
Ha un bel sorriso, ma non raggiunge i suoi bellissimi occhi.
«Tu sembravi... triste», dico. «C'è qualcosa di cui vuoi parlare?»
«Preferisco solo distrarmi.» Sospira. Sembra stanco, e non solo perché è passata la mezzanotte.
«Ti va di fare una nuotata?» chiedo, alzandomi mentre finisco la mia fetta di pizza. «Ho una piscina.»
«Non ho portato il costume da bagno. Anche se sai già che per me non è un problema», dice con un sorriso ironico.
«No, immagino di no...» dico, mordendomi nervosamente il labbro.
«Allora che ne dici, principessa?»
«Uhm... non ho mai fatto il bagno nuda», sbotto, mordendomi ancora il labbro nervosamente.
«Davvero non l'hai mai fatto?» Mi guarda a bocca aperta.
«Tutte le mie amiche l'hanno fatto, ma Olly ha sempre detto che mi avrebbe fatta sembrare una troia», mormoro, sentendomi arrossire.
«È un idiota.» Mason sbuffa, alzando gli occhi al cielo. «Andiamo allora, principessa.» Sorride, alzandosi in piedi.
«S-sei serio?» chiedo, guardandolo con gli occhi spalancati.
«Prometto che non guarderò.» Ridacchia. «Godiamoci un po' la vita.»
Una volta fuori, in piedi sul bordo della piscina, i nervi quasi prendono il sopravvento.
«Non guarderai davvero?»
«Ho fatto una promessa, no?»
«E non lo dirai a nessuno, vero?» aggiungo, girando la testa per guardarlo.
«Cosa, dire in giro che ho fatto il bagno nudo con una della Ridgewood? Sarebbe un suicidio sociale, e in realtà voglio godermi il mio ultimo anno.»
Faccio un respiro profondo e chiudo gli occhi mentre cerco la cerniera sul retro del mio vestito.
Faccio fatica a raggiungerla e sbuffo. Sto quasi per sfilarmelo dalla testa, ma invece sento le dita di Mason sfiorare dolcemente la mia pelle nuda. Poi mi slaccia lentamente il vestito.
Lo lascio scivolare a terra e ammucchiarsi ai miei piedi. Le mani di Mason mi toccano il centro della schiena, facendomi venire la pelle d'oca, e poi mi rendo conto che mi sta slacciando il mio reggiseno senza spalline quasi inesistente.
Quando il reggiseno finisce insieme al vestito, faccio un altro respiro profondo e mi sfilo le mutandine.
Guardo alla mia sinistra e vengo accolta dal petto nudo e scolpito di Mason. E quegli addominali... Che razza di allenamento massacrante farà mai?
Deve sentire i miei occhi addosso, perché ridacchia. «Stai guardando.»
I miei occhi scattano di nuovo verso il suo viso mentre divento rossa come un pomodoro. «Io non ho mai promesso di non farlo.»
«Touché.» Fedele alla sua parola, i suoi occhi sono fissi sulla piscina davanti a noi, ma il suo sorriso sembra finalmente reale.
«Pronta, principessa?» mi chiede.
«Pronta», dico afferrandogli la mano.
«Tre, due, uno», fa il conto alla rovescia a bassa voce prima di saltare insieme nell'acqua fresca.

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