Galatea Logo
ListeAssistenza
Lupi mannari e mutanti
Mafia
Storie d'amore con miliardari
Romance con un bullo
Storia d’amore a fuoco lento
Da nemici a innamorati
Storie d'amore paranormali
Compagni predestinati
Storie sportive
Libri ambientati in università
Seconda possibilità
Vedi tutte le categorie
Valutato 4,6 sull'App Store
Termini di servizioPrivacyDiritto di recessoNote legaliDisdici l'abbonamento qui
Galatea on FacebookGalatea on InstagramGalatea on TikTok
Cover image for Fantasy - L'antologia 2

Fantasy - L'antologia 2

Autore
Chelsie Hance
Letto da
19.7K
Capitoli
20
Autore
Chelsie Hance
Letto da
19.7K
Capitoli
20
👯‍♂️Harem inverso🥵Erotica🏙️Contemporaneo🔺Ménage à trois🖤Dark

Un'antologia di racconti erotici per nutrire le tue fantasie più spinte. Vari scenari che si consumano nell'arco di un capitolo, culminando tutti in quel tipo di piacere che fa venire i brividi lungo la schiena e arricciare le dita dei piedi.

Non adatto ai deboli di cuore, ma sicuramente imperdibile per gli amanti dello smut che non hanno voglia di leggere un intero romanzo.

Capitolo 1: L'equivoco di Halloween

LIBRO 2: FANTASY: L'ANTOLOGIA 2

Halloween si avvicinava, e con esso la festa più grande dell'anno. Per qualche motivo, la mia città adorava Halloween. La gente era in fermento per settimane, a scegliere i costumi e a decidere chi voleva essere.
Io non ero diversa. Amavo tutto ciò che faceva paura, i film horror in particolare.
Così quando il mio ragazzo Joe si voltò verso di me e mi chiese cosa avevo in programma quest'anno, sapevo già esattamente cosa rispondere. «Sydney Prescott.» Sorrisi.
«Chi è Sydney Prescott?» Mi guardò con le sopracciglia aggrottate.
«Scream? Ti ho costretto a guardare quel film tipo cento volte?»
«Ah sì, la mora sexy?»
«Sì, e mi chiedevo se ti andava di vestirti da Ghostface?»
«Beh, come costume non è una cattiva idea. Assassino seriale suona piuttosto figo. Però non mi metto il vestito.»
«Non è un vestito. È un mantello.»
«Uguale.»
«E se ti mettessi solo la maschera? Vestiti di nero e basta?» proposi, desiderando davvero che dicesse di sì.
«Sì, va bene. Facciamolo.»
Ero così eccitata quando finalmente arrivò il giorno. Mi ero impegnata al massimo con il mio outfit, comprando anche una parrucca per calarmi davvero nei panni del mio personaggio preferito. Andai a casa di Joe saltellando, suonando il campanello quando arrivai. Nessuno rispose.
Suonai di nuovo. Ancora niente.
Premetti la mano contro la finestra, cercando di guardare dentro, quando all'improvviso due mani mi afferrarono da dietro. «Qual è il tuo film horror preferito?» chiese Joe mentre il cuore mi batteva all'impazzata.
«Cazzo, Joe!» Mi girai, colpendolo sul braccio per avermi fatto prendere un tale spavento.
«Dovevi vedere la tua faccia.» Rise.
«Sì, sì. Sei uno spiritoso. Adesso andiamo.»
La festa non era lontana da casa sua, così andammo a piedi per poter bere e divertirci senza doverci preoccupare di trovare un passaggio per tornare a casa sua. Prima ancora di vedere la casa, si sentiva tutto: musica a tutto volume per le strade e luci colorate che si riversavano nel cielo.
«Sarà una figata. Sono prontissimo.» Joe si infilò la maschera di Ghostface.
Mi morsi il labbro inferiore guardandolo, trovando quella maschera incredibilmente eccitante. Mi avvicinai, facendo scorrere la mano sul suo petto. «Pensi di potertela tenere anche dopo? Mi sto già bagnando solo a guardarti.»
«Davvero?» chiese da dietro la maschera.
«Sì. È una cosa perfetta. Sono vestita da Sydney. Sarà divertente.» Gli palpai il cazzo attraverso i vestiti.
«Non ti ho mai vista così, Elle. Ci sto.»
Mi alzai sulle punte e diedi un bacio alla maschera prima di trascinarlo dentro alla festa. Bevemmo, ballammo, ci divertimmo. La serata fu fantastica ma, purtroppo, stava finendo man mano che la gente cominciava ad andarsene.
«Vado un attimo in bagno prima di andare via» mi disse, prima di sparire oltre la porta.
Nel mio stato di ebbrezza, continuai a ballare a ritmo di musica. C'erano ancora un po' di persone che ballavano, e volevo godermi la serata fino all'ultimo momento. Fu allora che sentii due mani posarsi sulla mia vita. Guardai oltre la spalla e trovai Joe che premeva il petto contro la mia schiena.
«Sei stato veloce» gli dissi, premendo il sedere contro il suo cazzo mentre continuavo a ballare.
Ma non rispose. La sua presa sul mio corpo si fece solo più salda.
Ridacchiai. «Piano, Ghostface. Mi lascerai i lividi.»
Ma lo fece di nuovo, stringendomi più forte mentre mi tirava il sedere contro il suo cazzo duro. «Oh, un po' eccitato, eh? Mi sa che qualcuno non vuole aspettare di tornare a casa?»
Scosse la testa, facendo apparire un sorriso malizioso sul mio viso. «Sono sicura che possiamo trovare una stanza vuota al piano di sopra, se facciamo in fretta?» proposi.
Non disse nulla mentre si girava, trascinandomi fuori dalla stanza e su per le scale. Lo seguii mentre mi faceva strada, sentendomi un po' birichina e tutta eccitata all'idea di scopare il mio ragazzo in una camera qualsiasi.
La prima porta che aprì dava su una stanza vuota, con un grande letto matrimoniale al centro. Stavo per avvicinarmi quando una mano mi afferrò il polso, tirandomi indietro. Un lampo di confusione mi attraversò il viso prima che le sue mani si spostassero sulle mie spalle, spingendomi a terra.
«Oh, vuoi che mi metta in ginocchio?» chiesi, capendo finalmente cosa voleva.
Annuì.
«Vuoi che te lo succhi? Vuoi sentire la mia bocca calda avvolta intorno a te?» gli chiesi con tono giocoso, sentendo il calore accumularsi tra le gambe.
Annuì di nuovo.
Mi lasciai cadere in ginocchio con le sue mani ancora sulle mie spalle. Spostò una mano dalla mia spalla verso la cerniera dei jeans, abbassandola per liberare il suo cazzo duro, spingendolo verso il mio viso.
«Vuoi che te lo succhi?» lo stuzzicai, afferrando la base con la mano.
Annuì di nuovo.
Tutta quella storia del silenzio mi stava eccitando parecchio. Mi rendeva più facile immaginare che fosse uno degli assassini del mio film piuttosto che il mio ragazzo.
Senza altri indugi, avvicinai la bocca a lui, passando la lingua sulla punta del suo cazzo. Il suo corpo rabbrividì, incoraggiandomi a farlo ancora e ancora.
Ma avevo bisogno di più. Volevo sentire tutta la sua lunghezza nella mia bocca, e volevo anche che mi piegasse sul letto e mi scopasse prima che la festa finisse del tutto.
Mentre la mia lingua scivolava lungo il suo cazzo, la sua mano si spostò tra i miei capelli, afferrandoli con forza.
Sentii il bruciore sul cuoio capelluto mentre mi tirava una manciata di capelli, spingendo il resto del suo cazzo nella mia bocca e giù nella mia gola. La prima spinta mi colse di sorpresa, facendo scattare le mie mani sulla sua coscia per rallentarlo.
Mi venne un conato quando raggiunse la gola, e allontanai la testa da lui.
Ma quando mi tirò di nuovo i capelli, ero pronta, prendendolo più in fondo di prima. Continuò così, spingendosi sempre più a fondo nella mia gola a ogni spinta.
Quando iniziò a colpire il fondo della mia gola, i suoi movimenti divennero più veloci e più violenti, scopandomi la bocca come non aveva mai fatto prima.
I miei occhi iniziarono a lacrimare, e la saliva iniziò a colarmi sul mento, incapace di impedirgli di usare la mia bocca come una specie di fleshlight umana.
Fu solo quando il suo corpo iniziò a irrigidirsi che si tirò indietro, a un passo dal venirmi in bocca. Fece un passo indietro, limitandosi a guardarmi mentre stavo in ginocchio sul pavimento, asciugandomi la saliva dal mento.
«Adesso mi scopi, signor Ghostface?»
Annuì.
«Mi vuoi sul letto?»
Scosse la testa.
«E dove allora?» chiesi, inclinando la testa di lato.
Quando si lanciò su di me, risi. Le sue mani mi afferrarono e mi girarono sulle ginocchia, mettendomi a quattro zampe. Poi mi spinse la gonna sulla schiena e mi strappò via le mutandine di netto.
Lo guardai oltre la spalla mentre ammirava la mia intimità, esposta e bagnata, pronta per essere presa.
«Scopami» gli dissi voltandomi oltre la spalla, sculettando per lui.
Si avvicinò, afferrandomi i fianchi con le mani mentre si posizionava al mio ingresso, stuzzicandomi. Tracciò la sua lunghezza intorno alla mia apertura, raccogliendo la mia eccitazione, prima di spingersi dentro di me lento e costante.
Era come se volesse prendersi il suo tempo, come se non avesse fretta che finisse.
I miei occhi quasi si rovesciarono all'indietro quando si spinse tutto dentro di me, raggiungendo profondità che ero sicura non avesse mai raggiunto prima.
«Dio, è così bello» ringhiai.
Uscì da me con la stessa lentezza con cui era entrato, accelerando solo un po' a ogni spinta.
«Dio… scopami e basta» gli dissi, facendo scattare qualcosa dentro di lui.
La sua velocità aumentò mentre muoveva i fianchi avanti e indietro, sbattendo dentro di me ancora e ancora.
«Sì, così» gli dissi, sentendolo colpire il punto che desideravo così tanto.
Le sue dita affondarono nei miei vestiti mentre mi tirava indietro sul suo cazzo a ogni spinta, facendo rimbalzare i miei seni anche se erano ancora imprigionati nella mia maglia.
Fu allora che si sporse in avanti, strappandomi la maglia e facendo saltare tutti i bottoni. Ma io ero troppo vicina all'orgasmo per preoccuparmene. Gli avrei lasciato fare qualsiasi cosa in quel momento, mentre lo stomaco mi si stringeva e le dita dei piedi iniziavano a piegarsi dentro gli stivali.
«Sto per venire» lo avvertii, proprio mentre superavo il limite, stringendomi intorno al suo cazzo.
I suoi movimenti rimasero costanti mentre mi contorcevo tra le sue mani, crollando a terra sulla pancia. Ma non lo fermò: mi seguì giù, continuando a scoparmi mentre restavo lì ansimante.
«Cazzo, come stai bene» gli dissi chiudendo gli occhi, sentendo ogni singola onda di piacere che era disposto a darmi.
«Adesso vieni anche tu per me?» chiesi mentre continuava a spingersi dentro.
Lo vidi a malapena scuotere la testa oltre la mia spalla, senza dirmi una parola.
«Perché?» chiesi, curiosa.
Non rispose mentre estraeva il cazzo completamente dalla mia figa dolorante, poi mi girò sulla schiena.
«Vuoi guardarmi quando vieni?» chiesi, sorridendo alla figura mascherata.
Annuì mentre strisciava tra le mie gambe aperte, spingendo di nuovo il suo cazzo dentro di me.
«Il mio costume ti eccita?» gli chiesi.
Annuì mentre continuava a spingersi dentro e fuori da me.
«Vuoi fare un gioco di ruolo? Vuoi che abbia paura di te?» chiesi, sentendomi eccitata ora che guardavo di nuovo la sua maschera.
Voglio dire, da quando avevo visto quei film, era stata una piccola fantasia mia essere scopata da Ghostface mentre urlavo e imploravo per la mia vita. Chiamatemi strana, ma la cosa mi faceva impazzire. Non riuscii quasi a trattenere il sorriso quando annuì alle mie domande.
«Ti prego» finsi di essere spaventata. «Ti prego, non uccidermi. Sono una brava ragazza.»
Ringhiò dietro la maschera.
«Ti prego. Farò tutto quello che vuoi se mi lasci vivere. Ti lascerò fare qualsiasi cosa al mio corpo, qualsiasi cosa tu voglia» lo implorai, aggrappandomi ai suoi vestiti, tirandolo verso di me mentre mi sbatteva dentro ancora e ancora.
La sua mano si spostò sulla mia gola, stringendomi in una presa salda. Le mie vie respiratorie iniziarono a chiudersi mentre aumentava la pressione, ma mi fidavo che Joe non mi avrebbe fatto del male. Sapevo che non lo avrebbe fatto, anche se fingevo di avere paura di lui.
«Ti prego, non merito di morire. Sono troppo giovane» dissi con voce rauca mentre mi teneva il collo nella sua stretta.
Con la mano libera, la portò tra le mie gambe, stimolando il mio clitoride mentre continuava a spingersi dentro di me e a stringermi la gola allo stesso tempo. Era tutto troppo, mentre guardavo la figura mascherata sopra di me.
Stavo per venire di nuovo. Stavo per bagnargli il cazzo con la mia eccitazione per la seconda volta.
«Vuoi che venga ancora per te?» ansimavo, sentendomi già a un passo dal limite.
Annuì, e potevo percepire il sorriso che si allargava sulle sue labbra sotto la maschera. Non ero mai venuta due volte con Joe, e potevo sentire la soddisfazione compiaciuta che provava al solo pensiero.
Con la testa rovesciata all'indietro e la schiena inarcata dal pavimento, venni, urlando forte nella stanza vuota, senza preoccuparmi di chi potesse sentirci. In quel momento, sentii il calore del mio compagno riversarsi dentro la mia figa mentre si tendeva, rilasciando il suo seme caldo e appiccicoso dentro di me.
Quando fu tutto finito, rimasi distesa sul pavimento ansimante, accanto al mio uomo mascherato. Mi ci vollero alcuni minuti prima di riuscire a muovermi, sentendo il suo seme colarmi fuori e lungo la gamba.
«Forse dovrei andare a cercare il mio cappotto e la borsa prima che il tuo sperma sgoccioli sul pavimento» ridacchiai, sollevando le mutandine strappate che non avrebbero nascosto nulla.
Quando mi alzai in piedi e guardai la mia maglia, risi un po', sapendo che chiunque fosse rimasto al piano di sotto avrebbe capito cosa era appena successo.
«Avresti potuto salvare almeno un bottone» gli dissi girandomi verso la porta. «Ci vediamo di sotto» dissi voltandomi prima di scendere a cercare le mie cose.
Quando raggiunsi l'ultimo gradino, una voce mi chiamò, facendomi sobbalzare.
«Dove sei finita? Ti stavo cercando!» mi chiese Joe, irritato, tenendo la maschera in mano.
«Come hai fatto a…» iniziai a dire prima di rialzare lo sguardo verso le scale.
«Ti ho lasciata a ballare, e quando sono tornato a cercarti, eri sparita.»
«Io… ehm…» fu tutto quello che riuscì a uscirmi di bocca mentre guardavo su per le scale verso il pianerottolo vuoto.
«Dove sei stata?» chiese prima che il suo sguardo scendesse sulla mia maglia. «Cos'è successo alla tua maglia?»
«Ehm… Non eri al piano di sopra tipo un minuto fa?»
«Di cosa stai parlando?»
Quando i miei occhi tornarono al pianerottolo, c'era qualcuno in piedi lì. La stessa persona che avevo scambiato per Joe. La stessa persona che mi aveva appena scopata meglio di quanto il mio ragazzo avesse mai fatto.
Lo guardai mentre portava un dito alle labbra, volendo che tenessi per me tutto quello che era appena successo.
«Elle?» chiese Joe, riportando la mia attenzione su di lui.
«Io… io… mi sentivo male. Ero in bagno» mentii.
Quando i miei occhi tornarono al pianerottolo, il mio uomo misterioso era sparito.
«E allora cos'è successo alla tua maglia?» chiese con voce più dolce di prima.
«Ehm… stavo cercando di pulirla e l'ho strappata per sbaglio» offrii come scusa debolissima.
«Cavolo, tesoro, con quanta forza la stavi tirando?» disse ridendo, mettendomi un braccio intorno alle spalle mentre mi accompagnava verso la porta d'ingresso.
«Troppa, a quanto pare» gli sorrisi debolmente.
Proprio mentre uscivamo dalla porta, guardai oltre la spalla verso la cima delle scale. Non c'era nessuno. Era sparito. Sparito, lasciandomi a immaginare chi si nascondesse davvero sotto quella maschera…

Scopri Galatea

The Secret Series Libro 1: Amante SegretoLa Vedova NeraMateo Santiago Libro 3La Corona Perduta Libro 5: Lo Scontro delle CoroneL'accordo Libro 2

Pubblicazioni più recenti

Innamorata dei fratelli mafiosi Libro 3Innamorata dei fratelli mafiosi Libro 2Il branco di Ridge Mountain vol. 5: La profeziaPierce Charming Academy 2: Baciare il re semidio e altre pessime decisioniIndagato

Liste di lettura

Mostra tutto

Scopri le raccolte di libri romantici create dalla nostra community di lettori.

Linda Kage - “The Love Mark Fantasy”

di Sheiii

5 libri

Supernatural.🔮

di Georgia-Leigh

17 libri

Linda kage

di irisha20

20 libri

Linda Kage

di Jeanetta

20 libri

Finished books Library 2

di Donna Cravens Cooper

473 libri

Absolute Favorites

di Cynical Optimist

18 libri

2ce; may read again

di Shelaine

28 libri

Books read and loved 2

di Lau reads n reads

239 libri

Sassy Citrus’ BEST BOOKS

di Sassy Citrus

56 libri

Fantasy

di jkc146

10 libri

Good stories

di Odalisque

58 libri

Favourites

di Cokse

15 libri

Värt att läsa igen😍

di psb123

6 libri

Worth readin

di Cynical Optimist

107 libri

Übersetzen

di Deluluzwerg 79

66 libri