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Cover image for I prescelti 3 - Match perfetto

I prescelti 3 - Match perfetto

Autore
G. M. Marks
Letto da
956K
Capitoli
50
Autore
G. M. Marks
Letto da
956K
Capitoli
50
🚀Fantascienza💕Romantico👽Alieni🔒Vicinanza forzata🎭Drammatico🥵Erotica

L’amore sboccia dove nessuno se lo aspetta: tra feroci guerrieri alieni e donne umane che non riescono a resistere. I legami si fanno più profondi, i cuori si intrecciano e ora… una nuova vita si muove tra le stelle. Ciò che è nato dalla disperazione ha acceso qualcosa di più selvaggio, più dolce e del tutto inarrestabile.

Ma mentre la passione divampa tra le galassie, gli uomini della Terra potrebbero dover lottare per trattenere le donne che credevano non li avrebbero mai lasciati. Quando l’universo si scontra con gli affari di cuore, ogni scommessa è persa.

Aisha e Quinton

Libro 3: Match perfetto

AISHA

Aisha rideva mentre Quinton le passava dolcemente le dita tra i capelli, guardandola con un sorriso radioso. L'acqua gli scorreva sul viso e i capelli erano fradici. Cadeva su di loro come una cascata.
Non lo aveva mai visto così spensierato prima. Quanto potevano cambiare in fretta le cose. Il legame… era qualcosa di straordinario.
Afferrandolo per i fianchi, Aisha si avvicinò fino a premere il seno contro il suo petto. Lui era scivoloso per il sapone, caldo e meraviglioso. Le avvolse le braccia intorno al corpo.
«Come ti senti?» le chiese con dolcezza.
«Bene. Non ho dolori». Gli diede un bacio sul petto. «Voglio farlo di nuovo».
Quinton le accarezzò i capelli. «Anch'io lo voglio».
«Non mi farai male».
«L’ho già fatto».
Aisha rise. «Mi… mi stai facendo male adesso». Ed era vero. Si sentiva indolenzita. Non nel corpo, ma più in profondità. Nel petto. Nello stomaco. Nell'anima. Non avevano ancora finito. Mancavano due stadi.
«Suppongo ci sia un altro modo per completare i prossimi due stadi».
«Come?»
«Puoi ingoiare il mio seme».
«Ingoiare? Intendi...»
Quinton annuì.
«Oh». Abbassò lo sguardo, sentendo il sangue salirle alle guance. Tra le sue gambe, lui era ancora duro… e piuttosto imponente. L'idea di prenderlo in bocca e assaggiare il suo sperma la metteva più a disagio del sesso. Alcune parti del corpo non erano fatte per stare in bocca.
«Non ho dolori. Voglio farlo. Voglio solo starti vicino».
Aisha gli sfiorò il petto, poi allungò la mano fino a toccargli le labbra. Quinton sorrise. L'acqua gli scorreva sul torace. Altre gocce gli scivolavano lungo l'addome. I suoi occhi gialli brillavano, intensi e penetranti.
«D'accordo», disse lui. «Se è quello che vuoi».
Chiuse l'acqua e si asciugarono insieme. Poi tornarono in camera da letto.
Si voltò verso di lei. «Sei sicura?»
«Sì. La parte più difficile è passata, no?»
«Forse sì. O forse no».
Le afferrò il viso e la baciò. La sollevò e la portò sul letto.
Aisha rise mentre lui la adagiava sul materasso, con le gambe che penzolavano oltre il bordo. Scoppiò a ridere e a strillare, aggrappandosi alla sua testa mentre lui le affondava il viso tra i seni, la bocca intorno al capezzolo sinistro. «Quin… Qui… Qui…» Ridacchiò rumorosamente.
Lui le baciò lo stomaco. Le baciò i fianchi, poi affondò il naso nell'ombelico. Lei rise ancora. Poteva sentirlo respirare lì sopra. Le faceva il solletico e scalciò con un grido.
Quinton le afferrò il piede e le baciò la caviglia. Vi appoggiò la guancia e sospirò. Poi le baciò la gamba fino a raggiungere l'inguine.
Aisha si alzò di scatto. Provò a dire qualcosa, ma la lingua sembrava incollata, e tutto ciò che riuscì a fare fu gemere. Non doveva essere lei a succhiare lui? Non era quello il piano?
Aisha inarcò il collo quando lui le passò lentamente la lingua sulla fessura. Fu come un fulmine, un colpo elettrico che le attraversò tutto il corpo.
«Q… Quinton!»
«Cosa c’è?» Sembrava che stesse ridendo.
«Dove… doveva toccare a te».
«Tra poco», disse lui. «Prima tu».
Aisha si tenne il petto mentre lui le apriva le gambe. Trattenne il respiro quando la toccò. Poi lui posò la bocca su di lei. E subito dopo, la sua lingua la penetrò.
Aisha si sollevò di scatto, poi ricadde giù. Le gambe continuavano a sussultare, ma lui gliele teneva ben salde con la presa forte delle sue mani. Poteva sentire il calore crescere nel bacino. Il sangue pulsava nei fianchi. I capezzoli le formicolavano e gli occhi le bruciavano.
Il respiro le si mozzò mentre digrignava i denti, aggrappandosi al lenzuolo sotto di sé, incapace di controllare la reazione del suo corpo. Un colpo deciso della lingua, e i fianchi di Aisha si sollevarono di scatto. Un suono strozzato le uscì dalla gola mentre l’orgasmo le attraversava il corpo con ondate impetuose, una dopo l’altra, finché il soffitto cominciò a girare e rimase senza fiato.
Non riusciva a respirare. Aisha chiuse gli occhi e lasciò che il corpo prendesse il sopravvento. Il calore le avvolse la pelle. Il sangue le pulsava nelle vene. Le gambe erano rigide nella stretta di Quinton, ma alla fine si rilassarono.
«Ora possiamo passare a me». Le lasciò andare le gambe.
Aisha aprì gli occhi, fissando il soffitto. Poi Quinton si chinò su di lei, sorridendo, con i lunghi capelli biondi che gli incorniciavano il volto affascinante. «Tutto bene?»
«Sì… sì».
Lui rise; una risata profonda che fece sentire lo stomaco di Aisha in subbuglio. Non aveva mai creduto davvero al detto che la risata fosse contagiosa, ma, in quel momento, lo capiva. Si portò una mano alla bocca, cercando di non ridere mentre lui le sollevava le gambe per farle scivolare del tutto sul letto.
Si mosse sopra di lei per baciarle il collo. Lei gli afferrò i fianchi, poi allungò la mano per prendergli il cazzo. Era davvero enorme. Come aveva fatto a farlo entrare dentro di lei? Lo lasciò andare con un grido quando, all'improvviso, si mosse.
Ridacchiando, Quinton si tirò indietro fino a trovarsi a cavalcioni dei suoi fianchi. Aisha lo guardò, sconvolta, mentre il suo pene si muoveva da solo, agitandosi come una strana anguilla aliena.
«Oh, mio D… Dio. Oh, mio D… Dio!»
«Mi sono dimenticato di dirtelo».
«Tu... puoi muoverlo?»
Lui annuì.
Aisha sbuffò, poi scoppiò a ridere. «Mettilo dentro di me». Inspirò profondamente, stupita dalle proprie parole. Quando era diventata così audace? «Mettilo dentro di me!» Qualcosa sembrava tirarle un muscolo in profondità, nella vagina. Era come se il suo corpo cercasse di muoversi verso di lui. Fece una smorfia. Faceva male!
Gli occhi di Quinton erano intensi. «Voglio farlo. Lo desidero davvero».
«Anch'io lo voglio».
«Non posso».
«Sì che p… puoi! I… Io conosco il mio corpo... Io… Io conosco il mio corpo!» Voleva ribattere. Voleva gridargli contro! Ma le parole le morivano in gola. «È il mio corpo!»

QUINTON

Gli occhi di Quinton ardevano di desiderio. Aisha lo fissava con uno sguardo intenso, stringendo le lenzuola tra le dita, i denti serrati. Quinton fece una smorfia e si toccò i testicoli doloranti.
Il suo sguardo scivolò sui seni di lei, poi scese verso il basso, dove il suo cazzo riposava sul ventre di Aisha. Una scia lucida di liquido preseminale le bagnava la pancia.
Non doveva farlo. Si era promesso che non l’avrebbe fatto. Avevano concordato che lei lo avrebbe preso in bocca.
Si era preparato ed era pronto, ma voleva di più. Anche lei lo desiderava… lo percepiva dal modo in cui spingeva i fianchi verso di lui, intensificando il dolore. E sì, faceva male.
Dannatamente male. Fece un’altra smorfia per l’ennesima fitta ai testicoli. Doveva fare qualcosa.
Lei gli afferrò il polso, guardandolo con occhi scuri e profondi.
«Ti prego».
«D'accordo. Ma devi dirmi tu quando fermarmi».
Gli occhi di lei brillavano mentre annuiva. Lui si spostò e Aisha sollevò le ginocchia, aprendo le gambe. Non si limitò ad aprirle; le divaricò completamente.
In ginocchio tra le sue gambe, Quinton fissava il sesso di lei. Nonostante si fosse lavata, era già bagnata. La sua pelle lì brillava.
Non vedeva sangue, ma ciò non significava nulla. Qualcosa poteva comunque andare storto, dentro. Stai attento. Vai piano. Entra con delicatezza.
Con i pollici, le aprì dolcemente le labbra intime. Sentì il respiro di Aisha fermarsi per un attimo. Il cazzo di Quinton era pronto, puntato verso la sua apertura, come se sapesse esattamente dove andare.
Tenendola per i fianchi, Quinton la tirò verso di sé finché la punta del suo pene non la sfiorò.
«Fallo», sussurrò lei con voce roca.

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