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Il gioco della finzione

Autore
Jane Anne
Letto da
188K
Capitoli
52
Autore
Jane Anne
Letto da
188K
Capitoli
52
💕Romantico📸Celebrità🤨Relazioni fittizie🎭Drammatico🏙️Contemporaneo

Louise crede nei piani, nella vendetta e nel tempismo perfetto. L'amore non è tra le sue priorità. Quando una promessa dimenticata riemerge sotto le spoglie di Adam, il suo ex diventato una stella del cinema, Louise decide che è finalmente giunto il momento di regolare i conti. Un finto fidanzamento sembra l'espediente ideale per un'umiliazione pubblica e per mettere un punto definitivo a quella storia.

Il problema è che Adam si rifiuta di fare il cattivo. È affascinante, costante e decisamente troppo bravo a leggere tra le righe. Mentre i momenti di finzione iniziano a sembrare reali, i vecchi ricordi si addolciscono e scoccano nuove scintille. Louise dovrà decidere se c'è ancora posto per la vendetta o se l'amore che ha aspettato pazientemente tutto questo tempo merita di essere riscritto.

Il patto

LOUISE

Una volta ho fatto un patto con il mio migliore amico: ci saremmo sposati.
Sia chiaro, tra noi non c'era mai stato nulla di romantico. Non ci eravamo nemmeno baciati. Ma in qualche modo, promettere di legarmi a lui era stato facile come sorridere e dire di sì.
Almeno, questo è come la raccontava Adam. Quando questa promessa mi si è ritorta contro, lo ha fatto nel peggior modo possibile.
Io ero solo una redattrice nerd che amava nascondersi nei libri, mentre Adam era una grande star del cinema in rapida ascesa verso la fama mondiale. La gente tende a credere alla sua versione dei fatti piuttosto che alla mia.
Ma sto correndo troppo.
Per raccontare questa storia nel modo giusto, la mia versione e non quella di Adam, devo iniziare dal principio. Da una notte che non avrei mai immaginato avrebbe creato un'onda d'urto capace di travolgermi dieci anni dopo.
Quella sera, quando feci quel patto, non pensavo affatto al futuro. In realtà, non avevo un bel niente per la testa.
Ero nel bel mezzo degli anni dell'università, era sabato sera e, come quasi ogni fine settimana, ero probabilmente un po' brilla. Non riuscivo a ricordarlo con esattezza. I contorni di quel ricordo ormai erano sfocati, consumati dal tempo e dalla mia riluttanza a pensarci.
Ma ricordavo di essere a una festa. Ero pronta per tornare a casa, stanca delle continue lamentele del mio ragazzo di allora, dell'insistenza di perfetti sconosciuti che volevano farmi ballare e dello spettro degli esami della settimana successiva.
Il mio migliore amico da sempre, Adam, aveva già finito i suoi. Si era laureato in recitazione, mentre io avevo un carico di studio molto più pesante con la mia laurea in lingue e arti multimediali.
In qualche modo, verso la fine della serata, mi ritrovai appoggiata ad Adam in un angolo buio, quasi addormentata sulla sua spalla.
Aveva il suo solito profumo, un mix familiare e confortante di mele verdi, geranio e pioggia fresca. La sua camicia, morbida e stropicciata contro la mia guancia, mi invitava a sprofondare ancora di più nel suo petto.
A quei tempi era magro, con i capelli castano ramato ricci, caldi occhi marroni ed era un bel po' più alto di me. Mi ero sempre incastrata perfettamente contro di lui, con la mia figura bassa e formosa. La mano con cui mi accarezzava i lunghi capelli scuri era calda e ferma.
Sentii a malapena le parole che mi sussurrò, qualcosa sul riportarmi al mio dormitorio, mentre mi scivolavano addosso e la musica ad alto volume reclamava la mia attenzione.
«Tra poco. Fammi stare qui solo per un minuto» farfugliai, già pesante per la stanchezza.
Lui ridacchiò. «Solo un minuto. Non addormentarti, va bene?»
«Non lo farò.»
A quei tempi, avrei fatto qualsiasi cosa per lui. Era stato la mia dolce metà fin dalle elementari. Quindi so di aver cercato di obbedirgli. Cercai di tenere gli occhi aperti e di impedire alla mia testa di abbandonarsi ulteriormente sulla sua spalla.
«Vuoi che vada a chiamare Martin?» mi chiese.
«No.» La mia risposta fu un brontolio contro la sua spalla. «Mi ha infastidita per tutta la sera. Credo che tra noi sia finita.»
«Ah, certo. La maledizione dei tre mesi.»
«Non è una maledizione. È solo che mi ci vogliono tre mesi per capire se voglio tenerli o no. E non ho ancora trovato nessuno che valga la pena di tenere.»
«I fidanzati non sono pesci rossi, Lou.»
«Lo so. Ma decidere di passare il resto della vita con qualcuno è una cosa importante.»
«Non devi mica sposarli. Comincia col passare più di dodici settimane con qualcuno.»
«Nah, è troppa fatica. E poi, ci sei tu. Non ho bisogno di un altro uomo.»
«Io sono un tuo amico. È diverso.»
«Senti chi parla, comunque. Non hai più avuto una ragazza da quando Amber ti ha tradito l'anno scorso.»
«E chi mi dice che la mia prossima ragazza non farà la stessa cosa?»
Notai la tensione nella sua voce che cercava di nascondere. «Non sono tutte come Amber. Lei era una bugiarda e una manipolatrice.» Adam rimase in silenzio, e io trasalii. «Scusa. So che la amavi e che fa ancora male.»
«Non tanto quanto prima.»
«Beh, è un bene. Sono dei progressi. Io continuerò a cambiare i miei fidanzati come pesci rossi, e tu potrai voltare pagina con un'altra ragazza che non sia una traditrice senza cuore.»
Poi feci silenzio, sfinita dallo sforzo di mettere semplicemente insieme le parole. La testa mi cadde ancora più giù e il mio respiro rallentò.
La serata si fece un po' confusa, il ricordo perse la sua nitidezza trasformandosi in una nebbia opaca. Il tempo si distorse mentre il battito del cuore di Adam sotto la mia guancia scandiva i secondi e poi i minuti con un ritmo regolare.
«Lou? Ti sei addormentata, vero?»
Questo me lo ricordavo. Ricordavo Adam che mi scuoteva dolcemente mentre mi chiedeva di nuovo se fossi sveglia.
Credo di aver emesso un suono, forse un gemito, mentre cercavo di aggrapparmi a lui anche se stava tentando di raddrizzarmi per allontanarmi dal suo corpo.
Poi sono sicura che abbia sospirato prima di dire a bassa voce: «Siamo proprio una bella coppia, noi due. Tu sei terrorizzata dall'impegno, e io non riesco a fidarmi di nessuno. Se saremo entrambi single tra dieci anni, arrendiamoci e sposiamoci, okay?»
La proposta avrebbe dovuto sorprendermi. Ma a quei tempi dipendevo da lui. Contavo così tanto su Adam che avrei accettato anche la sua sciocca idea, formulata un po' per scherzo e un po' per provocarmi.
Risi, provando senza successo a ricordare il titolo della leggera commedia romantica che avevamo guardato insieme solo la sera prima, quella che aveva ispirato questa trovata improvvisa.
Non ricordo la mia risposta. Ma negli anni successivi, ho concluso che qualsiasi cosa avessi detto in risposta era irrilevante.
All'epoca ero così sicura che la mia risposta non avrebbe avuto importanza. Non ero interessata ad Adam in quel senso, e lui non ci aveva mai provato con me, nemmeno una volta.
Eravamo amici. E quel minuscolo istante a una festa di una confraternita universitaria era solo uno stupido errore da ubriachi.
Non avrebbe dovuto importare cosa avevo detto. Nessuna persona sana di mente avrebbe preso sul serio la nostra pigra conversazione da alticci.
E a ulteriore riprova che la mia versione dei fatti era quella corretta, dopo che Adam mi ebbe riaccompagnata a casa in macchina, non ne parlammo mai più.
Ovviamente, tutto questo era successo prima.
Prima che Adam si trasferisse dopo la laurea.
Prima che smettesse di essere il «mio» Adam e diventasse invece Adam Monroe, star di una nuova serie televisiva di successo, di una serie di film e il ragazzo copertina dei fandom adolescenziali di tutto il mondo. Fondamentalmente, prima che diventasse uno stronzo.
Prima che smettesse di essere il mio migliore amico, per poi smettere del tutto di essermi amico.
E poi, dieci anni dopo, in un giorno che pensavo sarebbe stato del tutto e assolutamente normale, quel patto è tornato a perseguitarmi nel modo più pubblico e umiliante possibile.
L'onda d'urto che a quanto pare avevo innescato a quella festa mi aveva finalmente raggiunta con un boato sonico e il rumore di corpi che volavano ovunque.
Perché anche se Adam un tempo era stato il mio protettore, il mio rifugio sicuro, la mia àncora... ora stava per stravolgermi completamente la vita senza un briciolo di rimpianto.
Ed è così, amici miei, che ci si crea un vero nemico.

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