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Sorprendentemente Tuo

Autore
Jeordie Draven
Letto da
233K
Capitoli
33
Autore
Jeordie Draven
Letto da
233K
Capitoli
33
🏈Storie di sport🏃🏿‍♂️Atleti💪🏻Protettore👩🏽‍🎓Studenti🏙️Contemporaneo💕Romantico🎓New Adult & Università

Julia non aveva mai pianificato di innamorarsi di Jagger: il bad boy selvaggio e sconsiderato che trasforma ogni regola in una sfida. Una festa universitaria, una notte indimenticabile e all'improvviso i loro mondi si scontrano in un modo che nessuno dei due si aspettava. Lei è quella con la testa sulle spalle e grandi sogni; lui è il guaio da cui tutti la mettono in guardia.

Ma quando il destino lancia loro una piccola sorpresa che cambierà le loro vite per sempre, non hanno altra scelta che affrontare il caos insieme. Tra litigi infuocati, confessioni a tarda notte e momenti rubati che confondono ogni confine, Julia e Jagger dovranno decidere se la loro scintilla vale il rischio – o se l'amore può davvero conquistare due cuori che non erano mai destinati a incontrarsi.

Jock vs Nerd

JAGGER

«È una festa noiosa, ma hai visto le ragazze?»
Barry sospirò. «Potresti avere chiunque di loro, Jag. Ti annoi solo perché sei già stato con tutte.»
Feci un sorrisetto. «Non sono stato con tutte, Barry. Sto solo valutando le mie opzioni prima di sistemarmi.»
Barry scosse la testa, scolandosi la birra mentre noi due partecipavamo all'ennesima festa della confraternita del fine settimana.
«Odio queste cose», disse Lenny, sedendosi sul divano accanto a me. «Così pretenziose.»
«Amico, siamo atleti, dobbiamo essere qui», gli ricordai. «Oooh, che ne dici di Stacey?»
Barry rise. «Stacey e sua sorella? Questa sì che è una bella combinazione!»
«E Laura e Katelynn?»
«Laura la facile? No, grazie!» Lenny agitò le mani freneticamente. «Non tocco quella roba.»
Mi accigliai. «Sei solo un puttaniere, eppure Laura è troppo facile per te?»
Mi guardai intorno, posando lo sguardo su un'altra giovane donna in piedi vicino alle librerie.
«Julia...»

JULIA

«Non ci credo che sono a questa festa...», mormorai alla mia amica Heather, che stava ispezionando la stanza.
«O questo, o saresti rimasta chiusa in camera a studiare tutta la notte.»
Feci una smorfia. «Lo scopo dell'università è studiare...»
«Lo scopo dell'università è divertirsi!»
Mi voltai e mi appoggiai al muro, notando Jagger Hayes, uno studente del mio corso di sociologia. Sorrise quando i nostri occhi si incontrarono, così gli rivolsi un piccolo sorriso senza troppo entusiasmo prima di voltarmi di nuovo e prendere un libro.
Heather mi tolse il romanzo dalle mani e lo rimise sullo scaffale. «Non stasera!» sospirò. «Stasera troviamo dei ragazzi e noi...»
«Ciao...» Una voce maschile mi fece sussultare da dietro.
«Oh, Jagger! Ehi...», balbettai. I suoi occhi azzurri sembravano trafiggermi; i capelli castano scuro gli ricadevano sugli occhi mentre lo divoravo con lo sguardo.
«Ehi, Julia... Hai poi finito quella ricerca sui crimini di guerra che dovevamo fare, o...»
Davvero? Era questo che voleva chiedermi?
«Sì, l'ho finita. Hai bisogno di aiuto?»
Jagger sorrise, ma non rispose subito. Mi lasciò a fissarlo a lungo prima di replicare. «Ti va di andare a parlare da qualche parte?» Mi studiò per un attimo di troppo, come se mi stesse squadrando, e improvvisamente mi sentii in soggezione per i miei capelli e per il fatto di aver preso un libro a caso dallo scaffale di uno sconosciuto.
«Certo», dissi. «Dove vuoi andare?»
Non rispose subito. Qualcosa gli balenò in viso, non il sorrisetto arrogante che mi aspettavo. «Possiamo andare dove vuoi...»
«C'è il cortile?» dissi, ma persino io mi sorpresi quando aggiunsi: «Ci sono delle camere da letto di sopra...»
Lo avevo detto ad alta voce. Perché lo avevo detto ad alta voce?
«Julia! Ciao!»
«Stephanie! Che ci fai qui?» La abbracciai e lanciai una rapida occhiata a Jagger, che aveva fatto un passo indietro.
«Ho fatto solo un salto! C'è un'altra festa in centro se vi interessa...»
Sospirai. «Nah, sono un po' stanca. Pensavo di tornare al mio studentato.»
«Cosa ti aspetta allo studentato?»
«I miei libri.»
«Che secchiona...», rise Jagger. «Ma sei piuttosto carina, quindi...»
Agitai la mano. «Il tuo fascino da macho non funzionerà con me, Hayes. Ti conosco troppo bene.»
«Tu non vuoi conoscermi, Julia...», disse, con qualcosa di strano che gli addolciva la voce. «Sarà meglio per te.»
Non ero nemmeno sicura di avere un tipo ideale, ma di certo non era Jagger Hayes, che mi faceva morire con il suo sorriso e il suo strano fascino.
Qualcosa in lui mi diceva che ci sarebbero state molte volte in cui mi avrebbe dato sui nervi, ma mi limitai ad allontanarmi, lontana dalle risate e dal divertimento di tutti gli altri.
Fui assolutamente scioccata quando lo sentii dietro di me.
Jagger Hayes mi stava seguendo?
Doveva essere disperato.
«Aspetta, secchiona», disse. «Sei piuttosto veloce, ma io lo sono decisamente di più.»
«Adesso mi stai pedinando?»
«IO? Mai...» Jagger sorrise. «Dai. La notte è giovane e lo siamo anche noi, quindi divertiamoci finché dura, ok?»
«Sì...» Sospirai. «Divertimento finché non mi lasci per un'altra avventura di una notte.»
***
Anche se Jagger ci aveva seguite fuori, lo trovai eccitante e strano allo stesso tempo.
Potevo sentire la sua colonia al profumo di bosco, e mi calmò più di quanto avrebbe dovuto; conoscevo a malapena quel ragazzo, ed eccomi lì, a desiderare che i suoi occhi azzurri fissassero i miei per l'eternità mentre gli passavo le dita tra i capelli castani e mossi.
La luce nella biblioteca creava strani effetti; i suoi occhi la catturavano da un'angolazione particolare e, per un attimo, avrei giurato che si fossero scuriti, ma no. Erano sempre di quello stesso azzurro inquietante.
Mi dissi che non era il mio tipo e decisamente non appartenevamo allo stesso mondo.
Almeno non ai suoi occhi.
Mi fermai vicino alla fontana fuori dalla casa della confraternita e gli sorrisi; era un ragazzo imponente, un linebacker. Lo sapevo solo perché avevo dovuto intervistarlo per il giornale del campus quando eravamo al primo anno.
Lo guardai con cautela. «Non devi tornare dai tuoi amici?»
Non volevo sembrare così scortese, ma questo ragazzo mi innervosiva; a Stephanie, invece, non sembrava importare.
Lei lo stava mangiando con gli occhi, e questo suscitò una piccola nota di gelosia dentro di me.
«Nah.» Fece un cenno con la mano. «Stavo per uscire comunque. Pensavo di accompagnarti alla festa.»
Sorrisi. «D'accordo... ci sto.»
Stephanie ci seguiva con aria complice. Non ero affatto una puritana, ma non ero certo il tipo da saltare a letto con un bel ragazzo per una notte. Stephanie, però, lo era, e sentivo sempre parlare delle sue scappatelle.
Camminammo in silenzio per un po' finché Heather non ci raggiunse correndo.
«Mi avete abbandonata», rise, mentre Stephanie le dava una gomitata e indicava me e Jagger.
«Oh...» Heather fece un sorrisetto. «Stephanie, perché non molliamo questa festa e andiamo a ubriacarci al mio studentato?»
Mi fermai e mi voltai verso di loro. «Cosa? No... Perché?»
Jagger si era attardato qualche passo dietro di me e sorrise.
«Ci penso io, J.»

JAGGER

Volevo scopare così tanto che potevo praticamente sentirlo nelle ossa.
Julia non era il mio tipo; esteticamente era carina, ma eravamo in gruppi diversi, in classi sociali diverse nel mondo reale. Non ero contrario a stare con una donna come Julia, ma i miei genitori avevano idee diverse.
Avrebbero preferito che sposassi una donna benestante prima di ogni altra cosa. Persino farsi vedere con Julia era un tabù nella mia famiglia.
Una ragione per cui probabilmente non mi vedeva come qualcuno che volesse accompagnarla all'altra festa.
«Ci vediamo in giro!» disse Heather a Julia, che sembrava fin troppo nervosa per il suo bene.
«Jagger, come sempre è un piacere.»
«Signore...» Sorrisi, facendo un lieve cenno con la testa.
Con le ragazze che ridacchiavano mentre si allontanavano di corsa, Julia e io rimanemmo da soli. Non sembrava aver molta voglia di chiacchierare, così attaccai bottone.
«Non volevo sembrare uno stronzo quando ti ho chiesto della ricerca...», le dissi.
Julia sorrise, stringendosi le braccia al petto come se avesse freddo.
Guardai la mia giacca della squadra e poi di nuovo lei. «Hai freddo?» Mi tolsi la giacca e gliela porsi.
Esitò, ma la prese per sé. «Questo non è un vecchio rituale in cui dai a una ragazza la tua giacca della squadra e diventate una coppia?» rifletté.
«Mio nonno lo faceva», le risposi. «Penso sia carino, ma amo troppo la mia giacca.»
Julia rise. «Cercherò di non rovinarla da qui alla confraternita.»

JULIA

Quando mi porse la giacca, quasi mi lasciai sfuggire l'opportunità di essere vista con quella addosso.
Gloria Harper, l'ex di Jagger, mi guardò incuriosita mentre entravamo in casa. La musica era troppo alta per i miei gusti, ma avevo bisogno di una pausa dallo studio. Heather aveva ragione: non mi davo mai l'opportunità di divertirmi, ma con uno come Jagger? Qual era il suo interesse per me?
Scopare.
Non avrei potuto chiedere una serata più folle.
«Ehi, Jagger!» Gloria e le sue amiche erano come piccoli topi che correvano verso il formaggio, e Jagger era il formaggio.
«Ciao, G...», disse Jagger, stringendola a sé mentre lei lo abbracciava. «Conosci Julia del mio corso, vero?»
Gloria mi squadrò da capo a piedi. «Sì, la conosco... Ciao, Julia.»
«Ciao.» Finsi un sorriso e mi sfilai la giacca di Jagger, restituendogliela. «Ecco... vado a prendere del punch. Grazie per avermela prestata.»
«Julia...», iniziò Jagger, ma fui troppo veloce, e Gloria gli saltò addosso come una cagna in calore.
«Sai che sta solo cercando di farti irritare», disse John Malcolm, un amico di Jagger a cui non interessava né Gloria né il suo gruppetto. «Non permetterglielo.»
Risi. «Oh, non sono gelosa...», risposi, prendendo un bicchiere di punch e dei cracker. «Conosco Jagger a malapena.»
John sorrise. «Beh, lui vuole decisamente conoscerti meglio.»
Guardai di nuovo Jagger, che si stava dirigendo verso di me. «Ma perché?»
John mi fece l'occhiolino. «Lo sai... So che lo sai, Julia...»
Jagger si mise comodo al mio fianco e prese del punch. «Continui a scappare da me, J...», disse. «Non mordo... o almeno non forte.»
Sorrisi. «Non siamo venuti davvero qui insieme, Jagger, e non siamo davvero amici... Io non...»
Jagger si sporse in avanti e mi mise una mano sulla parte bassa della schiena, facendomi correre un brivido lungo la spina dorsale. «Non siamo amici, Julia, ma questo non significa che non possiamo essere qualcos'altro...»
Arrossii. «Cosa hai in mente?»

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