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Governare il CEO Libro 2

Autore
Kimi L. Davis
Letto da
15.1K
Capitoli
10
Autore
Kimi L. Davis
Letto da
15.1K
Capitoli
10
💰Miliardari🎭Drammatico🏙️Contemporaneo👩🏻‍🍼Madri

La vita familiare idilliaca di Jenny e Kieran prende una piega misteriosa quando si trasferiscono in una nuova casa con un passato oscuro. Jenny rimane assorbita dagli inquietanti manoscritti lasciati dal precedente proprietario e comincia a percepire uno strano legame con un personaggio di nome Emmie. Mentre eventi inquietanti si susseguono intorno a loro, Jenny deve gestire la propria ossessione crescente senza mettere a rischio la felicità della sua famiglia. I segreti della casa la consumeranno, o riuscirà a scoprire la verità prima che sia troppo tardi?

Capitolo 1

Libro 2

JENNY

Un sorriso mi incurvò le labbra verso l'alto mentre osservavo il petto di Kieran alzarsi e abbassarsi e i suoi occhi sbattere, facendomi chiedere cosa stesse sognando.
Sentendomi un po' più sicura di me, gli misi la mano sul suo petto duro e cominciai a scorrere le dita su e giù lungo il torso nudo.
Lui aveva sempre l'abitudine di svegliarmi facendo sesso. Forse quella volta avrei potuto restituirgli il favore.
Le mie dita viaggiarono verso il basso. Tenevo gli occhi sul suo bel viso mentre avvolgevo la mano intorno alla sua spessa erezione, facendolo sussultare e contorcere nel sonno.
Pensavo che avrebbe aperto gli occhi, ma a parte un gemito sommesso rimase immerso in un sonno profondo. Doveva essere stanco per tutto il lavoro che stava facendo, o, forse, l'avevo stremato io la sera prima.
Al solo pensiero arrossii e sentii le mie cosce stringersi.
Dannazione, Jenny. Controllati!
Costringendomi a concentrarmi sul piacere che volevo far provare a mio marito, continuai ad accarezzarlo, suscitando in lui un altro gemito e cercando di non ridacchiare per non svegliarlo.
Se non vuoi che si svegli, allora perché lo stai facendo godere?
Ok, forse stavo mentendo: volevo che si svegliasse perché ero abituata a vedere i suoi occhi come prima cosa ogni mattina.
Di solito era Kieran che mi svegliava, ma essendomi quel giorno svegliata io prima di lui, non avevo potuto fare a meno di desiderare che aprisse gli occhi per poter iniziare la mia giornata guardandoli, come sempre.
Forza, tesoro. Svegliati,lo esortai mentalmente, continuando ad accarezzarlo e sentendo la sua erezione diventare sempre più dura mentre i suoi occhi rimanevano chiusi.
Perché non si svegliava? Si svegliava sempre prima di me, perché non quel giorno?
Capivo che fosse stanco dalla sera prima, ma questo non significava che dovessi iniziare la giornata senza vedere l'amore che provava per me nei suoi occhi.
Ero così impegnata a fare i capricci nella mia testa che non mi resi conto di quando si svegliò e mi girò, in modo che fossi distesa sulla schiena e lui fosse in bilico sopra di me.
Aveva finalmente aperto le palpebre.
"Birichina. Non lo sai che non bisogna stuzzicare un uomo quando dorme?" Mormorò prima di chinarsi e sfiorarmi il collo con il naso, provocandomi una scarica di piacere fino al basso ventre.
"Se non lo faccio, lui non si sveglierà e io non potrò iniziare la mia giornata. E considerando che ho una figlia bellissima con quell'uomo, ho davvero bisogno di alzarmi e di andare a controllarla", dissi.
Un gemito di piacere mi sfuggì dalle labbra quando Kieran mi pizzicò il capezzolo e mi baciò il collo.
"Sono sicuro che la bambina può aspettare. Io invece non posso iniziare la mia giornata senza averti", affermò mentre allineava la sua erezione alla mia apertura e con una rapida spinta mi reclamava ancora una volta.
Rimase fermo per circa un minuto, mentre le mie pareti interne lavoravano ad accoglierlo, prima di tirarsi fuori e immergersi di nuovo dentro di me.
Kieran stabilì un ritmo duro e costante che non fece altro che spingermi verso l'orgasmo. Le sue labbra mi percorrevano il corpo, illuminandone ogni cellula.
Gemetti e mi aggrappai alle sue braccia, ma lui fu rapido ad afferrarmi i polsi e a mettermeli sopra la testa.
"Le mani sempre in posizione", mormorò prima di baciarmi profondamente proprio mentre l'orgasmo mi attraversava il corpo, facendomi tremare sotto la sua stretta.
Kieran lo raggiunse poco dopo, fermandosi e fissandomi dall'alto mentre mi veniva dentro. Volevo avvolgerlo con le braccia e tenerlo stretto a me, ma lui me le tenne bloccate.
Non importava quanto tempo fosse passato, Kieran non mi aveva mai lasciato prendere il controllo durante il sesso. E io volevo davvero farlo... almeno una volta.
Dopo che fummo entrambi tornati sulla Terra, Kieran mi fece un sorriso pigro prima di baciarmi la punta del naso.
"Buongiorno, moglie", dichiarò, continuando a fissarmi con i suoi occhi marroni.
"Sei in ritardo, marito", cercai di ammonirlo, ma mi stavo ancora crogiolando nel piacere che mi aveva fatto provare.
"Come puoi aspettarti che mi svegli quando sto facendo il più bello dei sogni?"
"Eh?" Le mie sopracciglia raggiunsero l'attaccatura dei capelli. "E cosa stavi sognando?"
"Chi, in realtà", mi corresse con un sorriso malizioso.
"Ok, chi ~stavi sognando?"
Mi accarezzò il viso con un dito. "Una donna bellissima. Una donna estremamente bella".
Il mio sorriso svanì e i miei occhi si trasformarono in fessure. "E chi è?"
"È un segreto. Non volevo svegliarmi, era così bella", ripeté.
La mia irritazione si trasformò in paura. Tutte le insicurezze che avevo seppellito nei recessi più profondi del mio cuore ricominciarono ad affiorare, mostrando ancora una volta il loro volto marcio.
Kieran stava sognando una donna bellissima. Io non ero forse bella abbastanza? Secondo lui, la donna era così bella che non voleva svegliarsi: il che significava che non voleva vedere me.
Ero brutta?
Sentii le lacrime riempirmi gli occhi mentre i ricordi della mia famiglia adottiva mi invadevano nuovamente, facendomi raggelare il sangue malgrado avessi cercato di dimenticarli.
Ma le loro parole non volevano svanire: anche nella morte, si erano rifiutati di lasciarmi in pace.
Nonostante Kieran continuasse a osservarmi con il sorriso sulle labbra, io non lo guardavo più.
Ero tornata mentalmente nel passato, dove il mio patrigno e il mio fratellastro mi prendevano in giro e mi dicevano quanto fossi brutta.
"Oh, no. No, no, no, fragolina. Non puoi lasciarmi", sentii la voce di Kieran, ma sembrava lontana.
E, nonostante l'incubo che stavo vivendo, mi aggrappai alla sua voce e la usai per ritornare al presente.
Sbattei le palpebre un paio di volte, assicurandomi di essere veramente lì. Kieran ora mi guardava con preoccupazione, con una mano appoggiata sulla mia guancia.
"Ehi, sei di nuovo con me adesso, cara?" Mi chiese, con voce dolce. Annuii, sentendomi in imbarazzo per il fatto che, anche dopo tutto quel tempo, fossi ancora influenzata da persone che non facevano più parte della mia vita.
"Scusa. Stavo pensando a una cosa stupida", cercai di alzarmi, ma lui si rifiutò di lasciarmi andare. "Lasciami. Devo controllare Rose".
"No. Non finché non sarò io a volerlo", affermò, provocando ancora una volta un'ondata di irritazione dentro di me.
"Dovresti tornare a dormire e sognare quella bella donna. Io ho una figlia di cui occuparmi", cercai di spingerlo via, ma lui mi sopraffece facilmente.
Il sorriso malizioso era tornato sul suo volto.
"Ma non ti ho ancora detto chi è quella donna".
"Non mi interessa. Sei tu che sei ossessionato da lei. Non io".
Ridacchiò. "Se non ti conoscessi meglio, direi che sei gelosa".
"Be', qualsiasi donna sana di mente lo sarebbe se suo marito stesse sognando un'altra donna!" Scattai, cercando di ignorare il dolore nel mio cuore.
Il mio patrigno aveva ragione: non sarei mai stata abbastanza per nessuno. Non sarei mai stata abbastanza bella o intelligente. E questa ne era la prova, proprio lì, in quel momento.
Kieran scoppiò a ridere facendomi desiderare di colpirlo con qualcosa. Era così insensibile.
Non gli importava che fossi turbata. Non capiva che il suo sognare un'altra donna mi mettesse a disagio.
"Mia cara ragazza", rise rotolando di lato e tirandomi a sé in modo che non avessi altra scelta se non appoggiargli la testa sulla spalla.
"Come puoi anche solo pensare che io sogni una donna diversa da te?"
Il mio cuore si calmò un po', ma scrollai le spalle. "Non lo so. Ti sei rifiutato di dirmi il suo nome e hai continuato a dire che era incredibilmente bella".
"Ti stavo solo prendendo in giro. Stavo sognando te, quindi è normale che non volessi svegliarmi. Ma ora mi rendo conto che svegliarsi e vederti è altrettanto gratificante".
Lo fissai con gli occhi serrati. "Non era gratificante prima?"
Ridacchiò, ancora divertito. "Ogni giorno da quando ti ho incontrata è stato gratificante, fragolina. E la mia vita continuerà a essere gratificante finché ci sarai tu".
"Allora..." Tirai per le lunghe la parola. "Se ti lasciassi, la vita non sarebbe gratificante?"
Il cambiamento in lui fu immediato. Le sue braccia si strinsero intorno a me e i suoi occhi marroni si scurirono.
"Non commettere mai più l'errore di dire una cosa del genere, fragolina. Dico sul serio".
La paura mi pizzicò il cuore e annuii immediatamente. "Mi dispiace".
Mi baciò la fronte. "Tu sei tutto, per me, Jenny. Non posso e non voglio vivere nemmeno un giorno senza di te. Lo capisci?"
Sorrisi e annuii. "Ti amo, Kieran".
"Ti amo anch'io, Jen. Te e solo te. Non dimenticarlo mai", dichiarò prima di rivendicare le mie labbra in un bacio infuocato che mi fece arrivare con un'ora di ritardo da mia figlia.
***
"Mamma!" Gridò Rose allargando le braccia, desiderosa che la prendessi nelle mie. La sollevai e le baciai la guancia paffuta.
"Buongiorno, principessa. Hai dormito bene?" Le chiesi e lei annuì con un grande sorriso sul suo bel visino.
"Sì!"
"Meraviglioso! Vieni, andiamo a darci una lavata e poi facciamo colazione", dissi portandola in bagno, dove la vasca si stava già riempiendo di schiuma.
Rose si eccitava sempre quando si trattava di fare il bagno, il che mi metteva davvero a mio agio.
Avevo sempre temuto che i miei figli non avrebbero amato il bagno e che avrei dovuto forzarli, con il rischio di farli arrabbiare.
Non volevo che i miei figli fossero turbati. Volevo fare del mio meglio per renderli felici.
Dopo averla lavata nella vasca, le feci indossare un vestito nuovo. Kieran era estremamente esigente riguardo all'abbigliamento di Rose.
Non voleva che indossasse mai un abito vecchio, quindi si assicurava che il suo guardaroba venisse sostituito ogni mese. Tutti i vestiti, le scarpe e gli accessori vecchi venivano tolti e sostituiti con altri nuovi.
Litigavamo spesso, per questa ragione. Non vedevo alcun problema nel farle indossare un abito più volte, ma lui si rifiutava di cedere.
E per quanto gli dicessi che fosse uno spreco di denaro, non mi ascoltava.
Sarebbe stata una cosa se la questione avesse riguardato solo Rose, ma no: trattava allo stesso modo anche me. Il mio guardaroba veniva cambiato ogni mese, proprio come quello di nostra figlia.
Si rifiutava di farmi indossare gli stessi vestiti più volte. Un giorno mi aveva addirittura detto che se volevo buttare via i miei vestiti subito dopo averli indossati ero libera di farlo, tanto lui li avrebbe sostituiti con altri nuovi.
E ogni volta che avevo pensato di discutere su questa cosa mi aveva risposto che, essendo lui un personaggio pubblico, non poteva permettere che sua moglie e sua figlia venissero sorprese con abiti vecchi indosso.
Cosa che mi aveva fatto subito tacere, visto che non avrei mai voluto metterlo in imbarazzo.
"Hai fame?" Le chiesi.
Lei annuì. "Sì, mamma". Fece una pausa. "Papà è già andato?"
"Non ancora". Scossi la testa. "Ti sta aspettando. Oggi vuole fare colazione con te".
Quando raggiungemmo la tavola da pranzo e vide suo padre già seduto con la domestica che gli stava versando del tè, il viso di Rose si illuminò. Kieran ci sorrise e si alzò per prendere Rose in braccio.
"Buongiorno, raggio di sole!" Le diede un bacio sulla guancia. "Sei bella come sempre!"
"Papà!" Gridò Rose avvolgendogli le braccine intorno al collo. Sapevo che non si sarebbe più mossa da quella posizione e che Kieran avrebbe dovuto farle fare colazione seduta sulle sue ginocchia.
Anche se era nostra ~figlia, era chiaro che amasse Kieran più di me.
Proprio come mi aspettavo, la colazione passò con Rose seduta per tutto il tempo in braccio a suo padre.
Nonostante lui fosse in ritardo e il suo cellulare squillasse in continuazione, ignorò tutto e si concentrò solo sulla bambina.
Mentre li osservavo interagire, non potevo fare a meno di pensare a come sarebbe stato per Rose avere un fratellino o una sorellina. Aveva già due anni, quindi forse era arrivato il momento di cominciare a ragionare sull'eventualità di fare un altro bambino.
Perché non lo chiedi a Kieran?
Sì, glielo avrei chiesto. Ma se non fosse stato d'accordo? Ero più che felice con Rose, ma non volevo che crescesse sentendosi sola come me.
E anche se avevo un fratellastro, la cosa mi faceva sentire ancora più sola.
"Bene, ora fai la brava. Tornerò questa sera", disse Kieran baciando la guancia di Rose e trasferendola sulle mie ginocchia. Ma lei cominciò ad agitarsi e così la misi giù. Poi baciai Kieran.
"Buona giornata. Chiamami appena arrivi", gli dissi.
"Lo farò. Sii prudente, va bene? E tieni in riga questa birichina", rispose mentre lo aiutavo a mettersi la giacca.
Ridacchiai e annuii. "Lo farò. E, Kieran, se possibile, cerca di tornare un po' prima. C'è una cosa di cui voglio parlarti".
"È importante?" Chiese, con gli occhi che gli si addolcivano per la preoccupazione.
"Più o meno". Sollevai le spalle. "Ma non è niente di urgente. Quindi non aver fretta di tornare a casa presto se non puoi".
"Stai scherzando? Avevo solo bisogno di una scusa per tornare qui da te e Rose, e tu, la mia incredibile mogliettina, me l'hai appena data. Sarà la prima cosa che dirò a mio padre e a mio fratello. Quindi non preoccuparti, tornerò presto". Poi mi baciò la fronte e uscì dalla porta, dove l'autista lo stava aspettando per portarlo in ufficio.
"Ti amo", dissi e aspettai che Rose dicesse lo stesso.
"Ti voglio bene, papà!" Urlò lei, facendo sì che il sorriso di Kieran si allargasse ancora di più.
"Ti amo anch'io, mogliettina mia". E mi baciò nuovamente prima di rivolgere la sua attenzione alla figlia. "E anch'io ti voglio un bene enorme, principessa".
Rose avvolse la sua piccola mano intorno al mio dito e guardammo entrambe Kieran uscire dalla porta, lasciandoci a trascorrere la giornata insieme.
Ma sapevo che sarebbe tornato presto e che gli avrei chiesto di fare un altro figlio.
Dovevo pazientare solo poche ore.

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