Galatea Logo
ListeAssistenza
Lupi mannari e mutanti
Mafia
Storie d'amore con miliardari
Romance con un bullo
Storia d’amore a fuoco lento
Da nemici a innamorati
Storie d'amore paranormali
Compagni predestinati
Storie sportive
Libri ambientati in università
Seconda possibilità
Vedi tutte le categorie
Valutato 4,6 sull'App Store
Termini di servizioPrivacyMarchio editoriale
Galatea on FacebookGalatea on InstagramGalatea on TikTok
Cover image for La bratva di Chicago Libro 2

La bratva di Chicago Libro 2

Autore
Renee Rose
Letto da
18,3K
Capitoli
24
Autore
Renee Rose
Letto da
18,3K
Capitoli
24
🥵Erotica💍Matrimonio combinato🎭Drammatico🏙️Contemporaneo💪🏻Protettore💪🏻Maschi alfa🔒Vicinanza forzata🖤Dark🔫Mafia

PROPRIETÀ DELL'UOMO CHE HO TRADITO

Sei anni fa ho detto una bugia che ha cambiato la vita di un uomo.

Mio padre lo ha bandito dalla sua cellula della bratva. Dal paese.

Ora è tornato per prendersi la mia eredità. La mia vita. Non con un omicidio, ma con un matrimonio.

E a organizzarlo è stato mio padre in persona.

Maxim pensa di potermi costringere a sottomettermi alla sua volontà. Pensa di poter decidere lui su tutto.

L'ho desiderato una volta, e lui mi ha respinta. Non cadrò di nuovo per lui.

E non ho intenzione di cedere.

Nemmeno quando mi fa tremare di desiderio...

Capitolo uno

Il risolutore (Chicago Bratva, libro 2)

Sasha

Gli uomini di mio padre dissero che gli rimanevano solo pochi giorni di vita. Forse ore. Eravamo a casa sua a Mosca, una residenza in cui non mi era mai stato permesso di entrare.
Un posto che odiavo da quando ero piccola.
Significava poco per me ora. Così come la sua morte imminente.
Non potevo dire di amare quell'uomo. Era stato un padre terribile e un partner anche peggiore per mia madre. Partner, non marito, no, non aveva potuto sposarla.
Era contro il codice bratva.
Era stata la sua amante mantenuta per trent'anni, fino alla settimana scorsa, quando l'aveva informata che ora sarebbe stata l'amante di Vladimir, il suo braccio destro. Esatto: aveva letteralmente assegnato la sua amante a un altro uomo. Come se fosse stata una puttana in suo possesso. No, peggio di una puttana: come se fosse stata la sua schiava.
Lei non aveva avuto scelta in merito.
Come dicevo non era un brav'uomo, mio ​​padre.
«Vieni, Sasha, tuo padre vuole vederti» disse mia madre a bassa voce. Mia madre, una volta bellissima, appariva improvvisamente vecchia. Era pallida, il viso tirato e solcato dal dolore.
Nonostante tutto, amava ancora profondamente mio padre.
La seguii nella stanza. Non voleva morire in ospedale, quindi la sua grande camera da letto era stata convertita. Le macchine mediche lo circondavano; c’erano infermieri in servizio ventiquattr’ore su ventiquattro e sette giorni su sette. Le tende erano aperte, e lasciavano entrare il sole estivo attraverso le grandi finestre.
«Aleksandra.» Mi chiamò con il mio nome completo.
Sussultai. Era ancora formidabile come sempre, persino magro e fragile nella veste a righe cremisi. Il suo viso era di un mortale pallore grigio.
«Vieni.» Mi chiamò al suo fianco. Mi avvicinai a malincuore. Potevo anche avere ventitré anni, ma qualcosa in quell'uomo mi faceva sentire ancora una bambina errante. Mi prese la mano e io dovetti impegnarmi per non rabbrividire alla sensazione delle sue dita secche e ossute che tenevano le mie.
«Sasha, provvederò a te» disse. Tossì.
Deglutii.
Provvedere a noi era stata l'unica cosa buona che aveva fatto per me e mia madre. Avrei dovuto essere grata. Avevamo vissuto nel lusso per tutta la vita. Avevo anche potuto frequentare un college di mia scelta negli Stati Uniti, la University of Southern California, dove avevo studiato recitazione. Ma ovviamente mi aveva richiamata indietro nel momento in cui mi ero laureata.
Ed ero tornata perché teneva lui i cordoni della borsa.
Se mi avesse lasciato abbastanza soldi nel testamento, avevo intenzione di tornare in America per seguire i miei sogni.
«Tuo marito arriva oggi.»
All'inizio non capii nemmeno le sue parole. Sbattei le palpebre. Guardai mia madre alle mie spalle. «Scusa?» Sicuramente avevo sentito male.
«L'uomo che ti sposerà. Per proteggerti e gestire i tuoi interessi finanziari.»
Ritirai la mano. «Scusa, cosa?»
La rabbia tremolò sul viso di mio padre e il mio corpo rispose istantaneamente con un tremito. Non importava quanto provassi a non preoccuparmene, ero ancora la bambina che moriva dalla voglia di compiacerlo, di conquistarne l’amore. Di farsi notare e ottenere attenzione, per una volta.
Ovviamente non lo avevo mai dimostrato. Ormai con lui interpretavo il ruolo dell'adolescente ribelle da molto. Scossi i capelli per metterci un po’ d’enfasi. «Io non sposo nessuno.»
Mi puntò un dito contro. «Farai quello che ti dico di fare, e ringrazia che ho trovato un modo per proteggerti e provvedere a te dalla tomba.» Un po' di saliva gli scappò dalla bocca.
Mi si agitò lo stomaco. Era troppo inquietante vedere la morte devastargli il corpo e non esserne colpita, ma non volevo che me ne importasse. Volevo solo odiarlo per tutto quanto.
Lo odiavo.
«Chi?» chiesi. «Chi dovrei sposare?»
Bussarono alla porta e mio padre annuì, come soddisfatto. Entrò Vladimir. «Maxim è arrivato.»
Mi si bloccò il respiro come se avessi ricevuto un pugno nello stomaco.
Maxim.
Certo, come no. Che razza di piano malato e contorto era quello?
Maxim, l'affascinante e potente ex protetto di mio padre? Quello che avevo fatto esiliare con le mie bugie?
Maxim entrò, e io indietreggiai da mio padre verso l'angolo in ombra, lì dove se ne stava mia madre in piedi a torcersi le mani. «Lo sapevi» la accusai.
Le lacrime le riempirono gli occhi. Ne fui contenta, perché mi aiutarono a ricacciare indietro le mie.
«Maxim.» Mio padre gli tese la mano.
Maxim guardò nella nostra direzione e feci per andarmene, ma mia madre mi afferrò per un braccio e mi tenne ferma. Vladimir, che era entrato anche lui nella stanza, si spostò davanti alla porta come per bloccarla. Come una guardia carceraria.
Dal bel viso di Maxim non trasparì nulla. La sola vista di lui dopo sei anni mi fece battere forte il cuore. Indossava la stessa imperscrutabile maschera che ricordavo. Sicuramente mi odiava dopo quello che avevo fatto. Strinse la mano di mio padre, mettendosi in ginocchio accanto al letto. «Papà.»
Papà. Era così che chiamavano mio padre, perché era il capo. In un certo senso, supponevo che fosse come un padre per Maxim, che ricordavo essere scappato da un orfanotrofio all'età di quattordici anni. Probabilmente era stato un padre migliore per lui di quanto non fosse mai stato per me, sangue del suo sangue.
«Finalmente sei arrivato» gracchiò quello posandogli la mano libera sulla spalla come un prete intento a benedire. «Ho una richiesta in punto di morte, Maxim.»
«Che cosa?» La voce di Maxim suonò bassa e rispettosa. Guardandoli, non sarebbe mai stato possibile dire che mio padre lo aveva bandito, e non solo dalla sua cellula ma anche dal Paese.
«Hai seguito il Codice dei Ladri?»
Maxim annuì.
«Non hai preso moglie né ti sei fatto una famiglia?»
«Net.»
«Bene. Contravverrai ora per sposare Sasha» disse mio padre.
Anche se in parte me lo aspettavo, le parole mi colpirono ancora come un'onda di marea: si infransero su di me gettandomi nel panico.
Maxim mi dava la schiena dalle spalle larghe, quindi non riuscivo a vederlo in viso, ma doveva essere inorridito quanto me.
Si alzò lentamente, fece scivolare le mani in tasca e aspettò, senza dare una risposta.
«Le lascerò le mie quote di tutti i pozzi di petrolio solo finché sarà sposata con te. Ne gestirai gli interessi finanziari e la proteggerai dalle minacce. Se muore prima di avere figli, gli interessi saranno trasferiti a Vladimir, che è incaricato di guidare la cellula di Mosca e di prendersi cura di Galina, sua madre.»
«Mi stai vendendo» soffocai dall'angolo.
Certo che mi stava vendendo... proprio come aveva venduto mia madre.
«Silenzio!» Mio padre alzò una mano nella mia direzione, senza nemmeno degnarsi di guardarmi.
Maxim però si girò. Mi lanciò un'occhiata lunga e meditata, probabilmente ricordando a sé stesso come gli avevo rovinato la vita. Ormai avrebbe avuto il posto di Vladimir, al timone della bratva, non fosse stato per me.
Strinsi le labbra, così non le avrebbe viste tremare.
«Non è vergine» disse mio padre, come scusandosi per aver consegnato merce difettosa.
Mi venne da vomitare.
«Ha vissuto un periodo selvaggio fuori dal mio controllo quando è andata al college in America. Ma comunque sei abituato alle americane, no?»
Eppure, Maxim non disse nulla.
«Lo farai per me» disse mio padre. Non era una domanda, era un ordine, ma osservò attentamente il volto di Maxim, alla ricerca di indizi. «Riportala a Chicago con te. Tienila fuori dalla mischia, protetta e al sicuro. Goditi i suoi soldi.»
Maxim si passò una mano sul viso.
«Puoi punirla per la bugia che disse su di te. Nessun rancore, eh? Ti sei comportato bene in America. Ho sentito che Ravil vive come un re e tu ne godi i benefici.»
Mi paralizzai al sentire che mio padre sapeva della mia menzogna.
«E se muoio prima?» chiese Maxim. Meri affari. Era una transazione. Mio padre offriva una dote per la mia mano. «Chi sarà il beneficiario degli interessi di Sasha?»
«Vladimir» disse mio padre.
Scosse leggermente la testa. Vladimir era nella stanza, ma Maxim non guardò verso di lui. «Nomina Ravil» disse. Ravil era il capo della filiale di Chicago della bratva e il capo di Maxim fin dal suo esilio.
Mio padre ci pensò su e poi guardò Vladimir. «Fai il cambiamento» ordinò. «E mandaci l'impiegato.»
Vladimir uscì immediatamente dalla stanza.
«Lo farai per me» ripeté guardando Maxim.
Maxim chinò la testa. «Sì.»
«Non mancare di rispetto al mio nome mancando di rispetto a mia figlia.»
«Mai» rispose quello immediatamente. Si voltò di nuovo e mi studiò. Qualcosa nel mio basso ventre svolazzò al suo sguardo scuro. Se mio padre avesse ottenuto quello che voleva, sarei stata di proprietà di quell'uomo. Mi avrebbe controllata completamente. Tutto il mio destino era nelle sue mani.
Ma non avevo intenzione di sdraiarmi per interpretare l'amante sottomessa, affettuosa e sempre disponibile come aveva fatto mia madre.
Fanculo.
Io avevo intenzione di opporre resistenza.

Maxim

Fanculo.
Non potevo proprio rifiutare a Igor il suo ultimo desiderio o ordine, a seconda dei casi. Ma che cazzo di bomba…
Dovevo sposare Sasha, la mocciosa principessina della mafia. Quella che mi aveva rovinato la vita. Non che fossi pentito di aver lasciato Mosca. Igor aveva ragione: la vita era molto più facile a Chicago sotto la guida di Ravil. Non avevo la costante sensazione che un coltello stesse per conficcarmisi nella schiena come qui. Ma ora quell’impressione sarebbe tornata.
Certo, era per quello che aveva bisogno che la sposassi.
Gli interessi sui pozzi petroliferi di Igor valevano almeno sessanta milioni. E i suoi colleghi erano sgradevoli, per usare un eufemismo. Eravamo una confraternita di ladri, dopotutto. Quindi dovevo presumere che almeno trenta uomini avrebbero voluto rubare quella fortuna in qualsiasi modo possibile, uccidendo Sasha, uccidendo me o addirittura facendo fuori l'intera cellula di Chicago.
Ma io ero un risolutore. Come Ravil ero un maestro stratega, la mia reputazione diceva che sapevo superare i miei avversari con la logica. Igor sapeva che i suoi amici e nemici ci avrebbero pensato due volte prima di provare a rubargli la fortuna, se me ne fossi occupato io.
Guardai bene la mia sposa riluttante e manipolatrice. Era ancora più bella di quando, a diciassette anni, l'avevo trovata nuda nel mio letto, intenzionata a sedurmi.
Era bellissima, da morire, come sua madre. Capelli rossi lunghi e folti. Zigomi alti, pelle di porcellana. Aveva gli occhi azzurri luminosi e le labbra dal perfetto arco di Cupido. Il suo sguardo socchiuso era pieno di dolore e rabbia.
Bljad’. Avrei avuto il mio bel da fare con lei.
Vladimir tornò con i documenti e un funzionario governativo dall'aria nervosa, che presumevo essere un impiegato del Dipartimento dei servizi pubblici. Probabilmente l'avevano pagato o minacciato affinché facesse una visita a domicilio invece di costringerci a recarci da lui.
Se ci fosse stato qualcuno al fianco di Igor, avrei chiesto di rivedere la sua volontà per assicurarmi che l'accordo fosse davvero come lui affermava. Ma era Igor, l'uomo che mi aveva letteralmente salvato la vita, mi aveva preso sotto la sua ala protettrice e mi aveva reso chi ero oggi. Non avevo intenzione di insultarlo. Se la sua ultima richiesta era che sposassi sua figlia, lo avrei fatto.
D'altra parte, Vladimir avrebbe potuto cercare di fottere mia moglie con i suoi soldi, ed era proprio quella la ragione per cui Igor mi aveva inserito in quel pasticcio. Tenni la voce bassa e rispettosa. «Vuoi che prima lo esamini, Papà?»
Ci pensò su un momento, poi annuì, quindi presi il fascio di carte e le sfogliai il più velocemente possibile. C’erano previsioni per Galina, ma passava tutto per Vladimir. A parte l'interesse petrolifero, le uniche partecipazioni commerciali legittime di Igor, tutto il resto sarebbe andato a Vladimir, con disposizioni rigorose di fornire indennità mensili e protezione a Galina.
L'interesse petrolifero sarebbe finito in un fondo fiduciario per Sasha, con me come fiduciario. Dovevamo rimanere sposati o avremmo perso i pozzi, che sarebbero andati a Vladimir o, in sua assenza, a Galina. Se fosse morta prima, Vladimir sarebbe diventato il fiduciario. Se fossi morto prima io, lo sarebbe diventato Ravil. Annuii e consegnai le carte a Igor perché le firmasse.
L'impiegato si schiarì la voce e si agirò sul posto.
«Siamo pronti» gli dissi.
Galina spinse in avanti un’arrabbiata Sasha affinché si mettesse accanto a me. «Non ci posso credere» si lamentò in inglese, forse perché il padre non la capisse. Per fortuna conosceva la lingua, altrimenti la nuova vita le sarebbe apparsa ancora più difficile.
«Hai degli anelli?» mi chiese l'impiegato sudato.
«No.» Scossi la testa.
Igor prese un anello di platino dal mignolo. Lo indossava da quando lo conoscevo. Ricordai che mi diceva cose del tipo: «Anch'io ho iniziato con niente, Maxim, e ora indosso anelli di platino.»
Gli tremò la mano quando me lo porse. Il suo respiro era affannoso.
Galina se ne accorse e si precipitò al suo fianco. «Va tutto bene, amore mio? Hai bisogno di altra morfina?»
«Prosegui» incalzò con impazienza l'impiegato. «Sposali.»
Quello deglutì e si lanciò in un breve scambio di anelli. Infilai l'anello di Igor al dito di Sasha e dissi all'impiegato di saltare la parte in cui lei avrebbe dovuto fare lo stesso con me.
«Ora vi dichiaro marito e moglie. Puoi baciare la sposa.»
Mi parai davanti a Sasha ma lei si girò dall'altra parte, quindi le piazzai un bacio sulla guancia. «Fatto» dissi a Igor.
«D-dopo che avrete firmato il certificato» balbettò l'impiegato.
Gli strappai la penna di mano e scarabocchiai una rapida parvenza della mia firma sul foglio, poi passai la penna a Sasha.
Non strinse le dita intorno alla penna. Mi guardò; in quegli occhi blu oceano turbinava un accenno di ribellione. Come se uno dei due avrebbe davvero potuto fermare la palla che ormai rotolava da molto prima del nostro ingresso nella stanza.
«Firma» scattò Igor. O tentò di scattare. Gli uscì più un rantolo rabbioso.
Galina serrò la bocca. «Firma, Sasha.»
Sasha impugnò l'elegante penna stilografica; i muscoli intorno alla mascella le si irrigidirono mentre firmava il certificato.
L'impiegato firmò e fece un cenno a Vladimir. «Fatto. Lo farò archiviare tra un'ora.» Le mani gli tremarono mentre riponeva il certificato in una cartella, che strinse al petto.
«Bene. Porta qui le copie e riceverai il resto del pagamento.»
L'impiegato uscì come se la stanza fosse in fiamme, e tutti ci rivolgemmo a Igor, il cui respiro si era trasformato in rantolo.
«Prendigli la morfina!» gridò Galina a Vladimir, che chiamò un'infermiera.
Era tutto troppo da digerire. Igor che stava morendo. Il mio matrimonio improvviso. La mia sposa triste.
«Sasha» ansimò Igor. Era irrequieto nel letto, agitava le gambe sotto le coperte come se non riuscisse a respirare. O stesse soffrendo. Le labbra gli stavano diventando blu. «Vieni.»
Quando non si mosse, le misi una mano gentile sulla parte bassa della schiena e la spinsi avanti, verso di lui. L'infermiera gli fece prendere per bocca un medicinale con il contagocce. Prese la mano della figlia.
«Sasha» disse di nuovo.
«Che c'è?» Sentii le lacrime nella voce di Sasha. Anche della rabbia.
«Fidati... di Maxim» le disse.
La pelle d'oca mi corse sulla pelle, su e giù per le braccia e le gambe. Sulla nuca. I timori di Igor per la vita della figlia forse erano più sostanziali di quanto inizialmente non avessi immaginato. O forse aveva paura che scappasse.
Bljad’.
Fece un breve respiro. Poi il nulla.
«Igor!» Galina pianse.
«Papà?» Nella voce di Sasha risuonò un tono di allarme.
Igor respirò di nuovo.
«Oh!» Galina fece un sospiro.
Ma fu il suo ultimo respiro. Il suo corpo si contrasse mentre la vita se ne andava.
Per la prima volta, Galina mi guardò. «Ha aspettato che arrivassi, per morire» disse, ma era un'accusa, non un complimento.
Ci avevo messo troppo a venire. Avevo evitato le chiamate per non sapere cosa volesse darmi prima della morte.
Temevo che fosse la posizione di capo della bratva di Mosca. O un’altra comunque alta. Pensavo mi stesse richiamando in servizio.
Mai e poi mai avrei immaginato che volesse farmi sposare sua figlia.
«Possa la terra essere lieve per lui» mormorai il tradizionale detto russo, poi mi voltai e uscii.
Non avevo tempo per piangere la perdita di un uomo che mi aveva già cacciato dalla sua vita sei anni fa. Dovevo capire come tenere al sicuro la sua testarda figlia, visto che lei non desiderava starmi vicina.

Scopri Galatea

Desiderando l'Uomo Libro 2L'Alba del DesiderioSpeciale Halloween - A letto con il vampiroUn potenziale pretendente Libro 2Seduzione⁷

Pubblicazioni più recenti

Non esiste niente del genereQuel che resta: la storia di John BakerLa rosa del diavolo 2: Amore in cateneCostante e fervidoBroken 3 - Feriti per sempre

Liste di lettura

Mostra tutto

Scopri le raccolte di libri romantici create dalla nostra community di lettori.

Saga Renee Rose & Kemora Archives

by Greca pani

5 libri

SEGUITO🟥🟧🟨🟩🟦🟪

by Eleonora Miana

30 libri

Libri già letti

by maracq

37 libri

La mia lista 2

by Vietta

204 libri

Da rileggere

by Marzia 71

46 libri

Belli da leggere

by pona1

44 libri

Libri bellissimi

by Romantica77

114 libri

Nuovi libri

by MarinaDuKUDg2k48

200 libri

Fantasy

by Candy Molly

432 libri

Da scaricare

by Maria Caterina Quattrini

226 libri

🐺

by Mihaela

236 libri

My favourites

by definitely Claire

26 libri

Libri collegati di animali

by Greca pani

74 libri

Saghe

by Kia85

30 libri

Libri collegati e letti

by Greca pani

186 libri