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La sostituzione Libro 3

Autore
Rebecca Robertson
Letto da
19,3K
Capitoli
28
Autore
Rebecca Robertson
Letto da
19,3K
Capitoli
28
🧶BDSM🏙️Contemporaneo

La vita di Jessica prende una svolta drammatica quando, durante un'importante festa di lancio, trova un biglietto della sua amica Isabelle in cui le chiede aiuto. Addentrandosi nel mistero, scopre una rete di segreti che coinvolge il suo compagno Spencer, la sua ex moglie Isy e un uomo pericoloso di nome Alister. Con la posta in gioco sempre più alta, Jessica deve destreggiarsi tra intrighi sociali, dinamiche familiari e un sinistro complotto che minaccia tutto ciò che le è caro. Riuscirà a proteggere i suoi cari e a svelare la verità prima che sia troppo tardi?

Capitolo 64

Trama

Spencer e Jessica sono una squadra inarrestabile quando si tratta di lottare per Leila, la figlia di sei anni di Spencer. Non si fermeranno davanti a nulla per dimostrare il loro valore e, se questo significa giocare sporco, ben venga. Ma non sempre tutto è come sembra. Nuovi segreti vengono svelati e nuovi pericoli si presentano. E chi un tempo era la loro più grande minaccia, ora è la loro unica speranza.

JESSICA

La tentazione di urlare era forte. Come potevo stare calma quando provavo tutt'altre emozioni?
Il biglietto di Isy.
Il messaggio di Roger.
Era davvero troppo.
Stava accadendo tutto allo stesso tempo eppure eccomi lì, vestita di tutto punto, a salutare le persone alla festa di lancio di The Rosalie.
Investitori, colleghi, tutti richiedevano la mia attenzione e non mi davano altra scelta se non quella di intrattenermi in futili conversazioni.
Ho cercato di andarmene più di una volta, ma sono riuscita a fare solo pochi passi prima di essere nuovamente fermata. Alle persone non importava nulla di ciò che stavo passando, né dei miei bisogni igienici.
Avevo espresso due volte il mio desiderio di usare il bagno, ma John, concentrato com'era su sé stesso, mi aveva forse ascoltata? Che andasse a cagare!
"Devo dire che è una struttura incantevole. Sono impressionato".
"È meraviglioso quello che hanno fatto, vero?" Ho sorriso, avvicinandomi al bagno delle signore.
"E quelle tartine. Davvero degli stuzzichini saporiti".
Oh, per l'amor del cielo!
"Sono una delizia!" Ho replicato seccata, rischiando seriamente di farmela addosso. "John, devo scappare".
"A quale società di catering ti sei rivolta?"
Prima che potessi rispondere, è arrivato un vassoio di tartine di salmone affumicato guarnite con crema di formaggio fresco che ha fatto sgranare gli occhi a John.
Le sue mani avide ne hanno afferrate due per poi ficcarsene una terza in bocca; aveva ormai abbandonato ogni ritegno.
Intento com'era a masticare, si è sbriciolato addosso, e io ho approfittato di quel momento per scappare, dirigendomi verso l'uscita. Mi sono rapidamente chiusa nel bagno più vicino, piacevolmente sorpresa dalla sua estetica.
Si trattava di un ampio spazio con eleganti decori e pareti color avorio. Degli altoparlanti nascosti diffondevano, soavemente, un brano di musica classica, perché dopotutto chi non ha bisogno di un po' di ritmo per pisciare?
Aleggiava ovunque un profumo di ciliegie, ma mi ha fatto immediatamente venire la nausea. L'odore era opprimente e troppo artificiale per i miei gusti.
Era comunque preferibile a una chiacchierata con John.
"Maledetto John", ho borbottato, liberando la vescica.
Un rapido bip proveniente dalla mia borsa mi ha avvertita dell'arrivo di un messaggio.
Sam
Dove diavolo sei?
Sam
Un certo stronzo dalla bocca larga di nome John non mi lascia in pace.
Sam
SOS!!!!!
Jessica
Tieni duro. Sto arrivando. <3
Mi sono subito messa a ridere, divertita dall'immagine di mio fratello bloccato nell'esatta situazione in cui mi ero trovata io solo pochi istanti prima.
Prima di intervenire e salvare la situazione, mi sono data una veloce rinfrescata, pensando che un altro strato di lucidalabbra non avrebbe guastato.
Stavo per mettermi a cercarlo nella mia borsa quando mi sono imbattuta nel biglietto di Isy piegato accuratamente sul fondo.
Aiutami.
Isabelle.
Pochi istanti dopo tutto ciò che potevo sentire erano i miei respiri affannosi e un leggero senso di panico. Ho fissato il biglietto come se fosse in grado di fornirmi delle risposte, ma purtroppo non è stato così.
Al contrario, non avevo idea di cosa fare, esattamente come quando l'avevo scoperto solo poche ore prima.
"Signore e signori, vi prego di prendere posto. Gli interventi stanno per iniziare..."
Il suono ovattato del chiacchiericcio della gente si è placato, costringendomi a rientrare immediatamente. Io e Scott avevamo lavorato duramente alla presentazione della Toscana e volevo vederlo mentre la esponeva.
Il progetto fino a quel momento era stato impegnativo, ma ne ero orgogliosa.
Il sito stesso era il luogo in cui io e Spencer avevamo dato ascolto per la prima volta alla nostra attrazione l'uno per l'altra e sarebbe stato perciò sempre fonte di bei ricordi per me.
Ci eravamo scambiati il nostro primo bacio in Italia ed era stato un momento unico.
"Eccoti qui!" Ha detto Rosalie, che stava davvero da urlo in un abito di seta e scarpe col tacco alto.
Il suo pancione era evidente, anche se sorprendentemente piccolo per una donna a poche settimane dal parto.
Ho sorriso. "Eccomi".
"È quasi il turno di Scott, andiamo!"
Mi ha trascinata verso il nostro tavolo dove, a quanto pare, tutti gli altri erano già seduti, con gli occhi puntati sul palco di fronte a loro.
Sam mi ha lanciato un'occhiata del tipo "dove cazzo eri quando avevo bisogno di te?" alla quale ho risposto con una scrollata di spalle, seguita da un sorriso.
Ne ho rivolto uno anche a papà e ho notato che teneva un braccio intorno alla spalla di Karen con fare protettivo, mentre sul suo volto faceva bella mostra uno sguardo fiero. Quella sera sorrideva di nuovo e ne sono stata felice.
Da quando aveva perso la mamma, aveva fatto fatica. Le cose che spesso lo rendevano felice non c'erano più; l'unica costante nella sua vita eravamo io, Sam e Karen.
"Buonasera a tutti. Spero che vi stiate divertendo". Ha iniziato Scott, dominando la sala con il suo tono amplificato.
Ho preso posto accanto a Rosalie e ho stretto con forza la coscia di Spencer, visto che era posizionata esattamente alla mia sinistra. Era bellissimo nel suo abito stirato e, ancora meglio, completamente a suo agio.
Vederlo in un tale stato di rilassamento era un piacevole cambiamento. Ultimamente, il suo cipiglio era diventato costante a causa della situazione con Alister e Isy. Ma presto le cose sarebbero cambiate.
Con un po' di fortuna, quel messaggio sarebbe stato l'inizio della fine. Speravo che fosse così, per il bene di tutti noi.
"Mi scuso per l'interruzione. A nessuno piace ascoltare questi discorsi pretenziosi, quindi cercherò di essere breve".
L'onestà di Scott è stata accolta da una risata smorzata, emessa dalle numerose persone che partecipavano alla festa di quella sera.
Calvin ha ridacchiato dal suo posto di fronte a lui e ha continuato a prenderlo in giro, da vero burlone. "Muoviti!" Ha riso, facendo sì che il piccolo seduto sulle sue ginocchia applaudisse con tutte le sue forze.
Teddy, il figlio di due anni di Lucy, era infatuato del fidanzato/dominatore di sua madre e rifiutava qualsiasi altro posto che non fosse sulla sua coscia saltellante.
"Quanta impazienza, Calvin. Forse la tirerò per le lunghe", ha replicato Scott, con pari sarcasmo.
Ho riso di quel ridicolo battibecco tra i due e ho sorriso guardando Leila che giocava con un irrequieto Teddy.
Calvin aveva cercato di placare la situazione facendolo dondolare avanti e indietro, ma alla fine erano state le attente cure di Leila a tenerlo occupato.
"Vorrei cogliere l'occasione per ringraziare tutti voi per essere venuti questa sera.
"Se avete ricevuto un invito stasera, significa che non solo siete apprezzati dall'azienda, ma anche da me e dalla mia famiglia", ha continuato, scoccando una breve occhiata a Spencer. "Quest'ultimo anno è stato difficile per noi.
"Come molti di voi sanno, Spencer si sta riprendendo da un intervento chirurgico. Tuttavia, è con grande piacere che vi annuncio che dal mese prossimo tornerà a lavorare come al solito".
Quella notizia è stata un vero e proprio shock ma, prima che potessi fare domande, Spencer ha dato una stretta alla mia coscia e ha sorriso. "Sorpresa".
Quello stronzetto!
"Non vedo l'ora di riaverti con noi, fratello", ha aggiunto Scott, con un sorriso che gli andava da un orecchio all'altro.
"Non vedo l'ora di tornare", ha risposto lui, alzando la voce, "Inoltre, mi è giunta voce che la mia sostituta è eccellente. Non posso permetterle di rubarmi il lavoro".
A quel punto si è girato verso di me e mi ha dato un breve bacio sulle labbra, mettendo sostanzialmente a tacere tutti i sospetti su di noi. Ho udito qualche sussulto, ma non mi sono lasciata turbare.
Al contrario, mi sono goduta il momento per quello che era. Stavamo entrambi rivendicando la nostra relazione.
"Il che mi porta al punto successivo. Molti di voi pensano che abbia gestito le cose da solo in assenza di Spencer. Che abbia fatto i salti mortali per tenere tutto a galla".
"Beh, questo non è affatto vero. Sono stato aiutato".
Oh no!
"In effetti, non sarei potuto sopravvivere a questi ultimi mesi senza una certa persona al mio fianco.
Lo ucciderò, cazzo!
"Jessica. Sei stata a dir poco una santa e posso sicuramente parlare a nome del resto della mia famiglia quando ti dico grazie per tutto ciò che hai fatto". Ha fatto una pausa, rivolgendomi un sorriso malizioso.
"Non tutti possono sopportare le stronzate di Spencer".
Ancora una volta, la stanza è echeggiata di risate.
"Non posso stare qui da solo", ha continuato, facendo un gesto in direzione del nostro tavolo. "Spencer, Jessica. Portate il vostro culo quassù".
"SÌ!" Ha gridato Catherine, applaudendo con gioia.
Non riusciva a contenere l'eccitazione.
"Dovrai essere i miei occhi, Jessica", mi ha avvertita Spencer, infilando il suo braccio sotto al mio.
"Sempre", gli ho assicurato, pilotando entrambi verso il palco.
Lì ho abbracciato Scott per salvare le apparenze e gli ho comunicato ciò che pensavo veramente sussurrandogli all'orecchio. "Sei uno stronzo, Scott Michaels".
"In realtà mi vuoi bene. Sono come un fastidioso fratello maggiore di cui non riesci a liberarti".
"Ne ho già uno", ho detto ridendo, indicando subito Sam.
Prima che potessimo continuare, Spencer ha cercato con le mani il microfono e mi ha delicatamente indirizzata verso di esso, parlandoci lui. "Prima le signore".
Gli ho lanciato il mio sguardo più subdolo, anche se mi sono subito resa conto che era un tentativo di intimidazione inutile.
Non poteva vedere la mia occhiata assassina, né la quantità di persone presenti che si aspettavano che io tenessi un discorso degno di nota con un minuto di preavviso.
Quella sì che era impreparazione!
"Beh, è stato inaspettato", ho detto ridendo, usando la mia ansia per rompere il ghiaccio. "Immagino che dovrò dire grandi cose su questi due uomini che stanno dietro di me.
"Dovrei dipingerli come dei veri maestri della loro arte?" Il pubblico ha ridacchiato. "Certo, non ne ho bisogno. Lo sapete già. Quello che non sapete è quanto siano gentili e premurosi".
I sorrisi che ho ricevuto hanno calmato la mia ansia.
"È un onore non solo lavorare per un'azienda così affermata, ma anche per una famiglia i cui membri provano davvero affetto e rispetto l'uno per l'altro".
"James, Catherine, avete cresciuto due uomini incredibili e, a nome di tutta la sala, vi ringrazio di ciò. A Spencer e Scott".
"A Spencer e Scott!"
Catherine mi ha rivolto un sorriso di apprezzamento e ha iniziato a piangere, facendo sì che James la stringesse a sé.
"Spencer?"
Lui ha sorriso al mio invito e mi ha teso la mano, disinvolto all'inverosimile.
"Occhi?"
Ho sorriso prendendogli la mano e posizionandolo davanti al microfono.
Sono rimasta sorpresa nel vedere quanto sembrasse a suo agio e ho fatto un passo indietro, ascoltando a bocca aperta il discorso che ha tenuto.
La gente ha riso per tutto il tempo e ha persino applaudito davanti al suo bisogno di prendere in giro alcuni membri del pubblico. Il povero John è stato attaccato senza pietà, ma ha gestito la cosa in maniera ammirevole.
Spencer ha poi ringraziato tutti i membri dello staff, la sua famiglia e, per ultima ma non per quello meno importante, me.
Ha concluso dichiarando di essere entusiasta di tornare nelle settimane successive e ha alzato il bicchiere, portando il pubblico a seguire il suo esempio dicendo "Salute!"
In seguito, Scott ha ripreso il controllo della sala, permettendo a me e a Spencer di tornare ai nostri posti. Dopo poco ha iniziato a esporre la presentazione della Toscana e lo ha fatto con estrema sicurezza.
Le diapositive erano perfette e le persone hanno apprezzato i modelli creati dal nostro team di progettazione. Nel complesso, sembravano tutti entusiasti, il che è stato un sollievo viste le ultime complicazioni.
Scott ha fatto un ottimo lavoro nel conferire all'intera spiegazione un'impronta positiva e ha concluso con un ultimo ringraziamento.
"Prima di andare via, vorrei fare un ringraziamento speciale a una donna che mi sta a cuore", ha detto sorridendo con affetto a Rosalie. "La mia bellissima fidanzata.
"Per la maggior parte di questi due anni, sei stata tutto per me e non vedo l'ora di essere genitore con te".
Mi sono immediatamente lasciata sfuggire una sonora risata, divertita dalla sua sincerità. Rosalie sembrava inorridita, dopo che il suo unico vero amore aveva svelato i suoi sentimenti davanti a tutti.
Nel giro di poche settimane sarebbero diventati entrambi genitori e ciò comportava un'enorme responsabilità. Non che dubitassi in alcun modo delle loro capacità. Erano più che preparati.
"Sono orgoglioso di te, Rosalie. Di noi". Alla mia sinistra, lei ha iniziato a piangere. "Signore e signori, unitevi a me per brindare alla Rosalie Estate".
"Alla Rosalie Estate!" Ho ripetuto, innescando una reazione a catena.
Scott si è diretto verso il tavolo e così gli addetti al catering si sono riversati nella sala, tutti carichi di vassoi di cibo.
Per un attimo sono rimasta a guardarli: ognuno di loro si muoveva con precisione e sgusciava nello spazio come se non fosse minimamente ostacolato dagli enormi tavoli rotondi sul proprio cammino.
"Devo preoccuparmi?" Ho chiesto, voltandomi verso Spencer.
Lui mi ha rivolto uno sguardo incerto. "Perché dovresti esserlo?"
"Per il mio lavoro. Devo iniziare a cercare altrove?" Mi sono morsa la lingua per nascondere il sorrisetto che stava per farsi strada sul mio volto.
"In realtà, io e Scott ci stavamo chiedendo se fosse meglio licenziarti".
"Molto divertente", l'ho rimproverato, dandogli una delicata spinta sul petto.
Lui ha risposto baciandomi sulle labbra e si è fermato solo quando il cibo ha raggiunto il nostro tavolo. Gli odori erano stimolanti e ogni piatto sembrava davvero magnifico, tentandomi con promesse di deliziosi sapori.
Non mi ero resa conto di quanto fossi affamata, ma in quel momento, con così tante opzioni davanti a me, ero pronta a mangiare. E così ho fatto.
Assaggiando qualche boccone, ho gustato svariate preparazioni prima che la mia mente tornasse alla realtà.
Stare nella mia bolla a rimpinzarmi era bello, ma ciò non cambiava la gravità della situazione. Isy aveva bisogno di aiuto e Roger aveva finalmente scoperto la vera identità di Alister.
Quei due elementi insieme potevano rafforzare la nostra difesa, ma non potevo ignorare le mie preoccupazioni. Il mio istinto mi aveva sempre aiutata e avevo un brutto presentimento.
Davvero un brutto presentimento.

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